GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Martedì, 21 Febbraio 2012 17:01

Alla scoperta dei licheni nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

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Autore: Pier Luigi Nimis - Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro – Foto di AA.VV., dall' archivio di ITALIC - Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl - A cura del Servizio Promozione, Conservazione, Ricerca e Divulgazione della Natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi -

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si estende a cavallo di Romagna e Toscana. Il cuore del Parco è rappresentato dalle Foreste Demaniali Casentinesi, un complesso forestale antico con ambienti molto favorevoli alla crescita dei licheni, soprattutto di quelli legati alla vegetazione di Lobarion, tipica delle foreste mature con frequente ristagno di nebbie. Il Lobarion è una comunità dominata da licheni con affinità subtropicali-oceaniche, ormai scomparsa in gran parte dell'Europa Centrale ed in tutta la Pianura Padano-Veneta, essendo sensibilissima sia all'inquinamento atmosferico che a cambiamenti microclimatici dovuti alla gestione economica delle foreste. Visitando il Parco sarà quindi possibile scoprire numerosi licheni oggi divenuti molto rari se non in via di estinzione sul territorio Italiano.
Questa guida, commisssionata dall'Ente Parco al progetto Dryades del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, è stata creata per permettere ai visitatori del Parco di scoprire autonomamente la ricca diversità dei licheni epifiti delle Foreste Casentinesi. La guida - limitata ai macrolicheni (licheni fruticosi, fogliosi e squamulosi) - è stata concepita per dei non-specialisti: per questo abbiamo evitato l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio. Tuttavia questa non è una guida 'per tutti': richiede lo studio preliminare delle principali caratteristiche dei licheni e per usarla è necessario munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).
La flora lichenica del Parco non è mai stata studiata a fondo. La lista delle specie incluse in questa guida deriva da due fonti principali: il lavoro di Tretiach & Nimis (1994) centrato sull’area di Camaldoli, e quello di Benesperi (2009) centrato sulla Riserva di Sasso Fratino. Sono state aggiunte anche le specie ritrovate da Benesperi & al. (2007) nell’area dell’Abetone, esterna al Parco ma con simili condizioni ecologiche, ed alcune specie la cui presenza è probabile nel Parco, per un totale di 103 taxa infragenerici. La nomenclatura segue Nimis & Martellos (2003).

Bibliografia

BENESPERI R. (2009) - Contributo alla conoscenza della flora lichenica della Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino. – In: Bottacci A. (ed.): La Riserva naturale integrale di Sasso Fratino: 1959-2009. 50 anni di conservazione della biodiversità. CFS/UTB Pratovecchio: 143-150.
BENESPERI R., BRUNIALTI G., FAPPIANO A., FRATI L., GIORDANI P., LOPPI S., PAOLI L., RAVERA S., BUZIO P., BENCO C., STEFANO MARTELLOS S., TRETIACH M. (2007) - Contributo alla conoscenza della flora lichenica dell’Abetone, Appennino Tosco–Emiliano. Inform. Bot. Ital., 39 (1): 43-51.
NIMIS P.L. & MARTELLOS S. (2003) - A second checklist of the Lichens of Italy with a thesaurus of synonyms. Museo Regionale di Scienze Naturali, Saint Pierre–Aosta, Monografie, IV, 192 pp.
TRETIACH M. & NIMIS P.L. (1994) - Una collezione di licheni dalle Foreste Casentinesi (Camaldoli, Toscana). – Not. Soc. Lich. Ital., 7: 25-32.

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