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Martedì, 21 Febbraio 2012 17:34

Piante legnose della Selva di Gallignano (Ancona)

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Autori: Pier Luigi Nimis, Edoardo Biondi, Stefano Martellos - Foto di Andrea Moro – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

La Selva di Gallignano, compresa nell’Orto Botanico dell’Università Politecnica delle Marche,si estende per una superficie di circa otto ettari sul versante settentrionale di un colle, a breve distanza dalla piccola frazione medievale di Gallignano, nel Comune di Ancona. La Selva è uno dei pochi lembi relitti di vegetazione forestale autoctona ancora presenti nella parte collinare subcostiera delle Marche, insieme alla vicina Selva di Castelfidardo e alla Selva dell'Abbadia di Fiastra, in prossimità del Fiume Chienti. Per tale motivo presenta un indiscutibile interesse ambientale. Il bosco è considerato "area floristica protetta" ai sensi della L.R.52/74 ed è riconosciuto "emergenza botanico-vegetazionale di eccezionale interesse" dal Piano Paesistico Ambientale Regionale. Inoltre dal 1998 è "oasi faunistico-venatoria" della Provincia su segnalazione del comune di Ancona. Infine dal 1999 la Selva di Gallignano, su richiesta dell'Università Politecnica delle Marche, è anche Centro di Esperienza della Rete INFEA della Regione Marche.
L'Orto Botanico si configura come centro di ricerca e di didattica ambientale per lo studio e per la conservazione della biodiversità, floristica e fitocenotica, e per la divulgazione delle problematiche ambientali. La Selva di Gallignano è costituita dalle seguenti tipologie forestali:
1) la cerreta termofila, di tipo submediterraneo (Lonicero xylostei–Quercetum cerridis), che presenta anche una variante ad erica arborea;
2) il bosco a carpino nero, anch’esso submediterraneo (Asparago acutifolii-Ostryetum carpinifoliae);
3) il bosco meso-igrofilo dominato dal frassino meridionale, estremamente raro in tutto il versante adriatico italiano (Rubio peregrinae-Fraxinetum oxycarpae);
4) il querceto termofilo a quercia di Virgilio (Roso sempervirentis-Quercetum virgilianae);
5) il microbosco a nocciolo (Roso sempervirentis-Coryletum avellanae).
Questa guida alle piante legnose, creata in collaborazione con il Progetto Europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste, verrà utilizzata nel Centro di Esperienza per introdurre i visitatori alla scoperta delle principali piante legnose presenti nella Selva.

 

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