GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Mercoledì, 22 Febbraio 2012 18:53

Alberi ed arbusti dell'Orto Botanico universitario di Trieste. Una guida interattiva annotata

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Foto di Andrea Moro -

L'Orto Botanico dell'Università degli Studi di Trieste è posto lungo uno dei versanti del Monte Valerio. Questo colle fa parte della prima cerchia di rilievi che contornano la città di Trieste. Raggiunge una quota di circa 215 m ed è posto a Nord della città. Si tratta di un'area originariamente costituita da 3 gradoni sostenuti da muretti in arenaria. Dal 1963-1965 viene modellata la superficie sostituendo i muretti con piccole aiuole a roccera sostenute da spalliere di pietra carsica. Il Monte Valerio prende il nome dalla ricca famiglia che a metà Ottocento ne era proprietaria ed abitava nella villa oggi sede degli Istituti di Zoologia e Farmacologia. La famiglia gestiva una fabbrica di cioccolata, con recapito in Via Cologna 144 (fraz. M. Valerio) che viene descritta, nella rivista "tre giorni a Trieste…" con queste parole: "E' situata in una contrada di Cologna, in edificio di stile semplice ed elegante, su d'un colle che domina la città e il porto, e venne eretta appositamente per la fabbricazione delle cioccolate, per cui è fornita di tutti i locali ed utensili occorrenti per ogni minuta operazione". I Valerio abitavano nella Villa Valerio, castelletto merlato, costruito nel 1862 in una posizione splendida. All'epoca il Monte Valerio era tutta una macchia di verde in mezzo alla quale risaltavano la villa e la fabbrica. La villa è una casa signorile in stile neocastellano con larga torre ottagonale, nel corpo della quale è stata ricavata una scala monumentale. Il parco era pieno di fiori, alberi da frutta e vigneti. Con il dissesto della società la villa fu venduta con l'impegno, mai mantenuto, di essere riacquistata. Fu acquistata dalla baronessa Sevastopulo nel 1935, e dal 1962 è proprietà dell'Università degli Studi di Trieste. Il nome è comunque rimasto al piccolo colle. Preesisteva però un toponimo italiano "Colle Artemisio". Nell'autunno del 1962 gli istituti biologici delle Facoltà di Scienze e Farmacia dell'Università di Trieste venivano insediati nella ex-villa Sevastopulo, al limite superiore dell'area universitaria lungo la strada per Opicina. Nella villa trovavano posto gli Istituti di Zoologia, Farmacologia, Fisiologia Generale e Chimica Biologica, mentre l'Istituto Botanico veniva situato in una casa agricola adiacente. In seguito nella villa restavano soltanto gli Istituti di Farmacologia e Zoologia, e per quest'ultimo veniva realizzato anche un padiglione prefabbricato, mentre per l'Istituto di Botanica al posto della casetta fatiscente veniva costruito un nuovo edificio inaugurato nel 1980. Tutta l'area circostante, i cui limiti subivano alcune variazioni in conseguenza di nuovi acquisti, veniva assegnata all'Orto Botanico. Praticamente già dalla primavera-estate 1963 iniziavano i lavori per la sistemazione dell'Orto, che copre un'area di 4,2 ettari dei quali un ettaro circa ospita la collezione generale, mentre la superficie rimanente di oltre 3 ettari viene tenuta a bosco seminaturale.
L'Orto Botanico è piccolo e per lungo tempo è stato prevalentemente utilizzato a scopo scientifico, ma si presta molto bene ad attività didattiche "intelligenti". Negli ultimi anni è aumentato il numero di visitatori interessati ad utilizzare le guide interattive di KeyToNature, alcune delle quali erano già disponibili per l'adiacente bosco del Monte Valerio (piante vascolari, licheni e muschi). Questa guida - limitata alle piante legnose presenti all'interno dell'Orto propriamente detto - è stata predisposta in primo luogo grazie ad un accordo con i Ricreatori Comunali di Trieste, che a partire dal Maggio 2009 visiteranno periodicamente l'Orto proponendo ai bambini ed ai ragazzi attività di identificazione in campo utilizzando i palmari, legate ad attività ludiche come orienteering e "cacce al tesoro".

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Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

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