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Martedì, 21 Febbraio 2012 15:02

Escursioni botaniche nel Carso Triestino. I. Il sottobosco

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Foto di Andrea Moro - Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

Questa guida alle piante del sottobosco è la seconda di una serie di applicazioni per iPhone create dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste nell’ambito del progetto europeo KeyToNature. Ogni guida sarà dedicata alle piante più comuni in un dato ambiente: questa include 151 piante erbacee presenti negli ambienti boschivi, sia di sottobosco che delle radure boschive. La guida è concepita per utenti non esperti che tuttavia abbiano alcune nozioni di botanica di base. Vorrebbe permettere loro di identificare autonomamente le piante che incontrano durante una passeggiata negli ambienti boschivi del CarsoIl Carso triestino e goriziano, con più di 2.000 specie di piante vascolari, è un vero e proprio serbatoio di biodiversità, dove molte piante di origine balcanica od orientale trovano le uniche stazioni in Italia. Il paesaggio del Carso è mutato drammaticamente a partire dal secondo dopoguerra: a causa del rapido abbandono della pastorizia, la landa pietrosa è stata rapidamente sostituita da una fitta boscaglia. I boschi carsici sono di tre tipi principali, ben distinti e facilmente riconoscibili. Il primo è la boscaglia carsica, che oggi copre la maggior parte del territorio: è dominata da carpino nero, orniello, roverella, ed altri arbusti eliofili e presenta spesso radure ed orli in cui sopravvivono ancora poche specie di landa. Il secondo tipo di bosco è il Seslerio-Quercetum petraeae, un inusuale bosco-prato in cui il sottobosco è dominato da una graminacea, Sesleria autumnalis, ed ha quindi l’aspetto di un prato falciabile. Copre meno del 3 % del Carso ma è in rapida espansione: lo strato arboreo è composto da rovere, cerro, roverella, orniello e talvolta castagno, con arbusti quali il corniolo ed il ligustro. Il terzo tipo di bosco - l’Asaro-Carpinetum betuli - si distingue a prima vista per il sottobosco privo di cotica erbosa, in gran parte nudo e coperto da strame. Cresce sui versanti delle doline esposti a settentrione ed occupa solo lo 0,2 % del Carso. I pendii delle doline rivolti a nord, con gelate tardive in primavera, richiamano l’ambiente delle faggete. Le “faggete senza faggio” del Carso, dominate dal carpino bianco, hanno un sottobosco dominato da sparse specie bulbose o rizomatose, cioè con organi sotterranei che consentono una rapida fioritura primaverile prima che gli alberi sviluppino le foglie.

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