GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Autoren: Pier Luigi Nimis, Gerd Schmidt, Stefano Martellos - Bilder von Andrea Moro -

Dies ist ein interaktiver Schlüssel zur Bestimmung der Gehölzpflanzen im Raum Erlangen (Grossraum Nürnberg). Die Pflanzenliste basiert auf der Artenliste des Kartenblattes TK50 6432. Der Schlüssel wurde erstellt mit der Software FRIDA , entwickelt von S. Martellos und patentiert von der Universität Trieste im Rahmen des Projektes KeyToNature. Die Bestimmungsdaten entstammen der Datenbank der Gefäßpflanzen Italiens (P.L. Nimis). Die Namensgebung folgt Conti & al. – An annotated checklist of the Italian Vascular Flora – Palombi Ed. (2005).

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Autoren: Pier Luigi Nimis, Gerd Schmidt, Gregor Hagedorn - Mit Beiträgen von Volker John, Walter Gams und Stefano Martellos - Bilder von Andrea Moro -

Der vorliegende Schlüssel ist ein Beitrag des Europäischen 'KeyToNature' Projektes zu den 'Offenen Naturführern'. Er beinhaltet neben Bäumen, Sträuchern und Zwergsträuchern auch verholzte Kletterpflanzen und Halbsträucher (welche nur an der Basis verholzt sind).
Der Schlüssel umfasst einheimische und eingebürgerte Arten, sowie solche, die in Parks oder Gärten kultiviert werden. Kritische Gruppen wie zum Beispiel Rubus-, Sorbus-, Crataegus-, Rosa- und Salix-Arten sind enthalten, allerdings teilweise mit breiten Artenkonzepten. Eine weitere Überarbeitung dieser Gruppen ist nötig. Im Schlüssel werden Nutzer auf kritische Gruppen hingewiesen.

Der vorliegende Schlüssels liegt in hier einer ersten Version vor. Wir hoffen, dass noch vorhandene Fehler in den nächsten Monaten entdeckt werden können. Bitte tragen Sie dazu bei, indem Sie uns über entdeckte Fehler, aber auch unklare Ausdrücke informieren. Auf http://www.offene-naturfuehrer.de/wiki/A_key_to_woody_plants_of_Germany finden Sie dazu weitere Informationen.

Literatur

FITSCHEN, J. (1994): Gehölzflora. Quelle & Meyer Verlag, Heidelberg.
JÄGER, E. J. (Hrsg.) (2007): Exkursionsflora von Deutschland. Atlasband. 11. Auflage. Spektrum Akademischer Verlag, Heidelberg.
HAEUPLER, H. & SCHÖNFELDER, P. (1988): Atlas der Farn- und Blütenpflanzen der Bundesrepublik Deutschland. – Ulmer, Stuttgart, 768 S.
LANG, W. & WOLFF, P. (1993): Flora der Pfalz. – Veröffentlichungen der fälzischen Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften. Speyer, Band 85, 444 S.
PIRC, H. (1994): Ahorne. – Ulmer, Stuttgart, 240 S.
SCHÜTT, P., SCHUCK, H. J. & STIMM, B.(1992): Lexikon der Baum- und Straucharten. – Ecomed, Landsberg/Lech, 581 S.
SCHÜTT, P., WEISGERBER, H., SCHUCK, H. J., LANG, U. M., STIMM, B. & ROLOFF, A. (2006): Enzyklopädie der Sträucher. – Nikol, Hamburg, 423 S.
SCHÜTT, P., WEISGERBER, H., SCHUCK, H. J., LANG, U. M., STIMM, B. & ROLOFF, A. (2006): Enzyklopädie der Laubbäume. – Nikol, Hamburg, 641 S.
SCHÜTT, P., WEISGERBER, H., SCHUCK, H. J., LANG, U. M., ROLOFF, A. & STIMM, B. (1995-2010): Enzyklopädie der Holzgewächse: Handbuch und Atlas der Dendrologie. – Ecomed, Landsberg am Lech; Loseblattsammlung.
SENGHAS, K. & SEYBOLD, S. (2003): Schmeil – Fitschen: Flora von Deutschland und angrenzender Länder, 92. Aufl. – Quelle & Meyer, Wiebelsheim, 864 S.
WILDE, J. (1947): Kulturgeschichte der Sträucher und Stauden. – Historisches Museum der Pfalz, Speyer, 303 S.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Lorenzo Marini, Juri Nascimbene, Monica Sommacal -
Foto di Andrea Moro –

La Riserva Naturale Integrale di Monte Faverghera è stata istituita con D.M. il 28/09/1971 ed occupa una superficie di circa 14 ettari tra i 1300 e i 1600 m, sul versante nord-orientale del M. Faverghera, caratterizzato da pendenze moderate. I terreni sono di natura calcarea e la morfologia è caratterizzata dalle forme di modellamento carsico, in particolare dalla presenza di numerose doline.
Il clima risente essenzialmente di due fattori: 1) la vicinanza del mare che influisce sull’umidità atmosferica e sulle precipitazioni, che raggiungono i 1600-1800 mm/anno con un picco autunnale e un picco primaverile e 2) la posizione cacuminale che comporta notevoli escursioni termiche, elevata ventosità, violenti temporali estivi e repentine variazioni delle condizioni meteo.
Questi elementi fisici hanno ripercussioni sull’assetto vegetazionale, caratterizzato da praterie basifile nelle zone sommitali, da popolamenti rupestri basifili sugli affioramenti rocciosi, da formazioni a nardo nelle depressioni delle doline, da formazioni ad alte erbe nelle vallecole lungamente innevate, da arbusteti a salici, da boschi di ricolonizzazione con dominanza di larice e betulla e da boschi montani con abete rosso e faggio. Questi popolamenti sono distribuiti secondo un mosaico spesso caotico, con confini a volte poco netti. Questo determina una discreta diversificazione degli habitat che unita alla tutela di cui essi godono, favorisce lo sviluppo e la permanenza anche di un articolato popolamento animale.
All’interno della riserva si colloca il Giardino Botanico delle Alpi Orientali, struttura sorta nella metà degli anni ’50 grazie al contributo di Virginio Rotelli, appassionato ambientalista bellunese e di Francesco Caldart, botanico e funzionario del Corpo Forestale dello Stato.
L’area inizialmente occupava una piccola cava dismessa di proprietà del Comune di Belluno che si rivelò ideale per la realizzazione del progetto, dal momento che era già spontaneamente concentrata una grande varietà di specie vegetali di notevole pregio. In quegli anni i lavori venivano svolti mediante il contributo dell’ispettorato forestale e di Enti pubblici e privati. Successivamente all’istituzione della Riserva Naturale Integrale, la gestione e la proprietà dell’area passarono al Corpo Forestale dello Stato.
Questa guida interattiva alla flora spontanea della Riserva, prodotta in collaborazione con il Progetto Europeo KeyToNature, verrà utilizzata per attività di educazione ambientale rivolta ai visitatori del Giardino Botanico.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Paolo Donati - Foto di Andrea Moro - Il parco Villa Ghigi è uno dei più ampi e gradevoli spazi verdi pubblici della città di Bologna. Si estende per una trentina di ettari fuori Porta San Mamolo, in un’appartata valletta non lontana dal centro ma già inserita in un ambiente collinare di grande suggestione, a breve distanza da edifici di notevolissimo interesse storico come l’Eremo di Ronzano, il Convento dell’Osservanza e Villa Aldini. Nel nome ricorda gli ultimi proprietari privati e in particolare lo zoologo Alessandro Ghigi (1875-1970), personaggio di spicco del mondo accademico bolognese e antesignano della protezione della natura in Italia. Nel parco, aperto al pubblico nel 1975, sono ancora ben riconoscibili i vecchi appezzamenti della tenuta, segnati da filari di alberi da frutto, ai quali fanno da cornice lembi di querceto, pioppi e ontani lungo il rio e un boschetto ornamentale nei pressi della villa, un edificio di aspetto ottocentesco ma di origine quasi certamente cinquecentesca oggi purtroppo in abbandono. Nel notevole patrimonio botanico, che offre una bella rassegna delle specie spontanee della collina, risaltano diverse monumentali roverelle, alcuni grandi esemplari arborei esotici e un gruppo di faggi piantato a fine Ottocento. In uno degli edifici colonici del parco ha sede la Fondazione Villa Ghigi, un Centro di Educazione Ambientale che da trent’anni svolge un’intensa attività educativa, divulgativa, culturale e tecnica rivolta a scuole, cittadini e amministrazioni.
Questa guida alle piante legnose del parco Villa Ghigi è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste. La lista delle piante arboree, arbustive e lianose presenti nell’area verde deriva da un censimento svolto dalla Fondazione alcuni anni fa e tenuto regolarmente aggiornato.

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Mercoledì, 22 Febbraio 2012 19:07

Belluno: Tre parchi da scoprire – Guida da campo

Autori: Adriano Losso, Pier Luigi Nimis - Foto di Andrea Moro -

Questa è una guida al riconoscimento delle piante legnose (alberi, arbusti e liane) presenti in tre parchi del Comune di Belluno: 1) il parco Città di Bologna (Belluno centro), 2) il parco Arcobaleno (nella frazione di Cavarzano), 3) il parco Basilisco (nella frazione di Castion). Lo scopo è quello di permettere a bambini e ragazzi delle scuole limitrofe ai parchi ed a tutti i cittadini ‘curiosi di natura’ di imparare a riconoscere le piante che li circondano nella foresta urbana di Belluno. La guida è anche scaricabile nelle versioni per CD-Rom, per palmari, e presto anche per iPhone ed iPad, così da poter essere utilizzata anche direttamente in campo.

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Autori: Adriano Losso, Pier Luigi Nimis - Foto di Andrea Moro -

Questa è una guida al riconoscimento delle piante legnose (alberi, arbusti e liane) presenti in tre parchi del Comune di Belluno: 1) il parco Città di Bologna (Belluno centro), 2) il parco Arcobaleno (nella frazione di Cavarzano), 3) il parco Basilisco (nella frazione di Castion). Lo scopo è quello di permettere a bambini e ragazzi delle scuole limitrofe ai parchi ed a tutti i cittadini ‘curiosi di natura’ di imparare a riconoscere le piante che li circondano nella foresta urbana di Belluno. La guida è anche scaricabile nelle versioni per CD-Rom, per palmari, e presto anche per iPhone ed iPad, così da poter essere utilizzata anche direttamente in campo.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Foto di Andrea Moro -

L'Orto Botanico dell'Università degli Studi di Trieste è posto lungo uno dei versanti del Monte Valerio. Questo colle fa parte della prima cerchia di rilievi che contornano la città di Trieste. Raggiunge una quota di circa 215 m ed è posto a Nord della città. Si tratta di un'area originariamente costituita da 3 gradoni sostenuti da muretti in arenaria. Dal 1963-1965 viene modellata la superficie sostituendo i muretti con piccole aiuole a roccera sostenute da spalliere di pietra carsica. Il Monte Valerio prende il nome dalla ricca famiglia che a metà Ottocento ne era proprietaria ed abitava nella villa oggi sede degli Istituti di Zoologia e Farmacologia. La famiglia gestiva una fabbrica di cioccolata, con recapito in Via Cologna 144 (fraz. M. Valerio) che viene descritta, nella rivista "tre giorni a Trieste…" con queste parole: "E' situata in una contrada di Cologna, in edificio di stile semplice ed elegante, su d'un colle che domina la città e il porto, e venne eretta appositamente per la fabbricazione delle cioccolate, per cui è fornita di tutti i locali ed utensili occorrenti per ogni minuta operazione". I Valerio abitavano nella Villa Valerio, castelletto merlato, costruito nel 1862 in una posizione splendida. All'epoca il Monte Valerio era tutta una macchia di verde in mezzo alla quale risaltavano la villa e la fabbrica. La villa è una casa signorile in stile neocastellano con larga torre ottagonale, nel corpo della quale è stata ricavata una scala monumentale. Il parco era pieno di fiori, alberi da frutta e vigneti. Con il dissesto della società la villa fu venduta con l'impegno, mai mantenuto, di essere riacquistata. Fu acquistata dalla baronessa Sevastopulo nel 1935, e dal 1962 è proprietà dell'Università degli Studi di Trieste. Il nome è comunque rimasto al piccolo colle. Preesisteva però un toponimo italiano "Colle Artemisio". Nell'autunno del 1962 gli istituti biologici delle Facoltà di Scienze e Farmacia dell'Università di Trieste venivano insediati nella ex-villa Sevastopulo, al limite superiore dell'area universitaria lungo la strada per Opicina. Nella villa trovavano posto gli Istituti di Zoologia, Farmacologia, Fisiologia Generale e Chimica Biologica, mentre l'Istituto Botanico veniva situato in una casa agricola adiacente. In seguito nella villa restavano soltanto gli Istituti di Farmacologia e Zoologia, e per quest'ultimo veniva realizzato anche un padiglione prefabbricato, mentre per l'Istituto di Botanica al posto della casetta fatiscente veniva costruito un nuovo edificio inaugurato nel 1980. Tutta l'area circostante, i cui limiti subivano alcune variazioni in conseguenza di nuovi acquisti, veniva assegnata all'Orto Botanico. Praticamente già dalla primavera-estate 1963 iniziavano i lavori per la sistemazione dell'Orto, che copre un'area di 4,2 ettari dei quali un ettaro circa ospita la collezione generale, mentre la superficie rimanente di oltre 3 ettari viene tenuta a bosco seminaturale.
L'Orto Botanico è piccolo e per lungo tempo è stato prevalentemente utilizzato a scopo scientifico, ma si presta molto bene ad attività didattiche "intelligenti". Negli ultimi anni è aumentato il numero di visitatori interessati ad utilizzare le guide interattive di KeyToNature, alcune delle quali erano già disponibili per l'adiacente bosco del Monte Valerio (piante vascolari, licheni e muschi). Questa guida - limitata alle piante legnose presenti all'interno dell'Orto propriamente detto - è stata predisposta in primo luogo grazie ad un accordo con i Ricreatori Comunali di Trieste, che a partire dal Maggio 2009 visiteranno periodicamente l'Orto proponendo ai bambini ed ai ragazzi attività di identificazione in campo utilizzando i palmari, legate ad attività ludiche come orienteering e "cacce al tesoro".

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Andrea Truzzi, Marco Cuccolo, Elena Spattini, Massimo Galaverna -
Foto di Andrea Moro – I.T.Ag. 'P. A. Strozzi' di Palidano e di Mantova -

Nell’anno scolastico 2009/2010 gli studenti della Classe 5 C del modulo agro-ambientale, Progetto Cerere, durante le 3 ore curricolari settimanali dell’Area di progetto, cureranno un progetto didattico di ricerca sui parchi e giardini che negli ultimi due secoli sono stati dedicati al più famoso e illustre dei poeti latini, Publius Vergilius Maro, Virgilio. Il progetto avrà il seguente titolo:” Il parco storico-paesaggistico virtuale dei luoghi virgiliani”. Nell’ambito di questo progetto sono previste più iniziative e idee messe in opera dagli studenti sotto la guida del docente tra cui:
-depliant didattico-turistico dei parchi e giardini virgiliani in forma cartacea e possibilmente anche implementabile su PC che mostri l’area interessata e i percorsi di visita, soprattutto a piedi o in bicicletta;
-sentiero Brio-lichenologico del Bosco Virgiliano: un sentiero fatto di 20 stazioni denominate “punti d’interesse” con 20 cartelli virtuali che riportano informazioni di carattere generale sulla biologia ed ecologia dei principali muschi e licheni presenti sulle scorze degli alberi o su pietre ornamentali. I cartelli potranno essere realizzati materialmente se ci sarà l’interesse dell’Amministrazione locale, ma possono anche essere più agevolmente e facilmente caricati su un palmare per permettere una visita di tipo virtuale.
-guida agli alberi, arbusti e liane dei 5 tra parchi e giardini ornamentali attualmente presenti a Mantova e dintorni dedicati a Virgilio (uno privato, semiabbandonato e non accessibile). Questa guida è stata prodotta in collaborazione con il progetto KeyToNature – coordinato dall'Università di Trieste.
I giardini e parchi presi in esame sono: Bosco Virgiliano, Piazza Virgiliana, Giardino Cavriani (privato e attualmente non accessibile) nel Comune di Mantova, giardino del Monumento a Virgilio in Pietole nel Comune di Virgilio, Horti Vergiliani all’interno del parco pubblico dell’Azienda Carpaneta dell’ERSAF (Ente Regionale di Sviluppo Agricolo e Forestale della Lombardia) nel comune di Gazzo Bigarello.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Ilaria Bonini, Paolo Castagnini - Foto di Andrea Moro –

Durante il corso dell’anno nell’Orto Botanico di Siena vengono effettuate visite guidate a gruppi e scolaresche. Si tratta per lo più di bambini della scuola primaria e della scuola secondaria inferiore e superiore.
L’offerta didattica dell’Orto Botanico offre la possibilità di scegliere percorsi tematici tesi ad osservare dal vivo e approfondire la conoscenza della diversità degli organismi vegetali. I temi spaziano dalle piante caratteristiche del territorio Toscano a quelle esotiche, come le piante carnivore, le epifite e le succulente, ed a quelle ed uso medicinale, energetico e culinario.
Nell’Orto Botanico di Siena, le visite guidate didattiche sono gestite dal personale tecnico laureato del Museo Botanico dell’Università di Siena, che ha elaborato un’offerta didattica basata sulla conoscenza del mondo vegetale principalmente del territorio toscano (piante delle diverse fasce vegetazionali, orchidee spontanee della Toscana, piante acquatiche a rischio di estinzione in Toscana, ecc.).
Le collezioni dell’Orto Botanico di Siena comprendono circa 530 specie di piante coltivate all’aperto e oltre 800 esotiche conservate nelle serre (antica serra, limonaia, serra sperimentale e tepidario). Delle specie coltivate all’aperto molte sono autoctone, altre sono esotiche più o meno naturalizzate nel nostro territorio.
Nell’ambito del progetto KeyToNature, la scelta delle specie da inserire nella guida interattiva all'identificazione è caduta sulle specie autoctone – quindi rintracciabili nelle aree verdi naturali, anche se non sempre con facilità – e su quelle esotiche più comuni o particolari come: Ginkgo biloba, Diospyros kaki, Feijoa sellowiana.
Con lo strumento di KeyToNature, i ragazzi potranno avventurarsi nel fantastico mondo della classificazione e del riconoscimento delle specie vegetali, che fino ad oggi era riservato agli specialisti, poiché complesso e di difficile gestione da parte degli insegnanti. Il mondo della scuola, dalle elementari alle università potrà cimentarsi nell’identificazione delle specie inserite nella guida di KeyToNature, sempre in occasione di visite didattiche e sotto il controllo e la responsabilità del personale tecnico dell’Orto Botanico di Siena.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Fabrizio Negrini - Foto di Andrea Moro -

 Durante tutto il corso dell’anno, ma specialmente in primavera, nell’Orto Botanico di Ferrara vengono effettuate visite guidate a favore di gruppi organizzati e scolaresche. I gruppi di visitatori comprendono in particolare bambini della scuola primaria e ragazzi della scuola secondaria inferiore e superiore. Le collezioni dell’Orto Botanico offrono, infatti, la possibilità di osservare dal vivo scorci sulla vastissima biodiversità degli organismi vegetali, offrendo esempi di piante del territorio italiano assai comuni accanto ad altre decisamente insolite, come le piante carnivore, le epifite e le succulente caudiciformi. Le collezioni dell’Orto Botanico di Ferrara comprendono circa settecento specie di piante coltivate all’aperto e oltre mille esotiche conservate in serra durante i mesi freddi. Delle specie coltivate all’aperto molte sono autoctone, molte altre sono alloctone più o meno naturalizzate nel nostro territorio. Nell’ambito del progetto KeyToNature, la scelta delle specie da inserire nel nuovo strumento di identificazione è caduta sulle specie autoctone – quindi rintracciabili nelle aree verdi naturali, anche se non sempre con facilità – e su quelle alloctone molto coltivate nei giardini italiani e quindi di più facile reperibilità. Actinidia chinensis, Ginkgo biloba, Diospyros kaki, Eriobotrya japonica sono solo alcuni esempi di piante alloctone molto conosciute e coltivate da tempo in Italia e perciò facilmente reperibili nelle aree verdi private e pubbliche e nei giardini delle scuole. Nell’Orto Botanico di Ferrara, le visite guidate didattiche sono oggi gestite dalla Associazione Culturale Didò: una associazione privata (che collabora anche con il locale Museo di Storia Naturale) formata da giovani laureati in Scienze Naturali, Biologia e altre discipline scientifiche. Sfruttando moderni strumenti informatici, Didò offre da anni ai giovani visitatori, oltre alle consuete visite guidate generali e tematiche, osservazioni e misurazioni particolari e complesse: tasso di fotosintesi, respirazione delle piante e altri processi non facilmente “toccabili con mano”. Con lo strumento di KeyToNature, i ragazzi potranno avventurarsi nel mondo affascinante, ma fino ad oggi riservato agli specialisti, della classificazione e del riconoscimento delle specie botaniche. Le osservazioni finalizzate alla determinazione delle specie saranno organizzate e gestite soprattutto dai giovani del Didò. Gli studenti potranno cimentarsi nell’identificazione delle specie inserite nella guida di KeyToNature sempre e solo in occasione di visite didattiche e sotto il controllo e la responsabilità degli specialisti del Didò o del personale tecnico dell’Orto Botanico.

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Novità

Partner / Projektni partnerji

Università di Trieste, Dip. di Scienze della Vita (Lead Partner), Prirodoslovni Muzej Slovenije, Ljubljana, Univerza na Primorskem -Università del Litorale  Koper/Capodistria, Università di Padova, Dip. di Biologia, Zavod Republike Slovenije za šolstvo Ljubljana, Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA - FVG), Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (GAL Venezia Orientale - VEGAL), Triglavski Narodni Park, Univerza v Novi Gorici

 

Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SIIT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.



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