GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Valter Carbone, Petra Mair, Giulia Rasola, Thomas Wilhalm
Foto di Andrea Moro - Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige - Questa è la versione preliminare di una guida interattiva alle piante legnose spontanee dell’Alto Adige, realizzata in collaborazione tra il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige ed il progetto europeo KeyToNature nell’ambito del ‘Progetto Alberi’. La guida è rivolta principalmente agli insegnanti e a tutti gli appassionati. La lista delle specie è tratta dal catalogo di Wilhalm et al. (2006) e comprende la maggior parte delle specie arboree e arbustive indigene o naturalizzate presenti in Alto Adige. Per specie indigene si intendono sia le specie autoctone che le archeofite. Non sono state inserite le specie coltivate e quelle avventizie e occasionali. Il difficilissimo genere Rubus è trattato quasi esclusivamente a livello di sezione. La nomenclatura segue la checklist di Conti et al. (2005), salvo che nel genere Rosa, in cui sono stati adottati alcuni aggregati, seguendo Aeschimann & Burdet (2005). Complessivamente la chiave comprende 254 taxa infragenerici.Bibliografia
AESCHIMANN D., BURDET H.M., 2005: Flore de la Suisse, Le nouveau Binz. Haupt, Berne.
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C., 2005: An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora, Palombi, Roma.
WILHALM T., NIKLFELD H., GUTERMANN W., 2006: Katalog der Gefäßpflanzen Südtirols. Veröffentlichungen des Naturmuseums Südtirol 3. Folio, Wien-Bozen.

Published in Libri digitali

Autore: Pier Luigi Nimis – Curatore dell’Apparato di immagini: Andrea Moro – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

 I licheni sono notoriamente delle ottimi ‘sentinelle ambientali’, sensibilissimi all’inquinamento dell’aria. Per questo motivo sono stati ampiamente utilizzati per studi di biomonitoraggio, che a volte hanno interessato intere regioni italiane. Questa è una guida a 114 specie di licheni epifiti (quelli che crescono sui tronchi degli alberi) tra i più comuni su alberi in ambienti più o meno antropizzati di tutta Italia. Esclude le aree naturali - molto più ricche di specie - e quelle di montagna.
La guida è stata concepita per dei non-specialisti: per tutti i ‘curiosi di natura’ interessati a scoprire l’interessantissimo mondo dei licheni e soprattutto per le scuole che hanno attivato progetti didattici basati sui licheni come indicatori di inquinamento: per questo abbiamo evitato per quanto possibile l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio.
Tuttavia questa non è una guida ‘per tutti’: chi vuole utilizzarla deve prima studiare le principali caratteristiche dei licheni e munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per imparare ad usarli e per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).

Published in Applicazioni iPhone

Autori: Pier Luigi Nimis, Livio Poldini, Stefano Martellos – Foto di Andrea Moro – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl –

 Questa guida alle 988 piante vascolari della Val Rosandra - uno degli ambienti naturalisticamente più importanti del Carso Triestino - include una chiave dicotomica basata su caratteri di facile osservazione e quindi relativamente facile anche per principianti, corredata da fotografie a colori, carte distribuzionali e note ad ogni pianta.

Published in Applicazioni iPhone

Autori: Pier Luigi Nimis, Pietro Pavone, Stefano Martellos, Cristina Lo Giudice, Cristina Salmeri - Foto di Andrea Moro -

L’Orto Botanico di Catania promuove interventi di educazione ambientale per le scuole, per i cittadini e per i turisti: visite guidate, percorsi tematici sulle piante dell'Orto, laboratori sperimentali ed interdisciplinari. Questa guida a 100 piante legnose presenti nell'Orto, creata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, sarà utilizzata per il nuovo laboratorio di identificazione interattiva all'aperto, un’attività ludico-didattica rivolta a bambini e ragazzi che, utilizzando i palmari, potranno avventurarsi alla scoperta dei Nomi e di ciò che i Nomi rivelano.

Published in Libri digitali

Autori: Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene, Stefano Martellos – Curatore dell’apparato di immagini: Andrea Moro -
Foto di AA. VV., dall’archivio di ITALIC - Da molti anni, nel Parco di Paneveggio-Pale di San Martino sono in corso ricerche sui licheni che hanno permesso di realizzare un inventario delle specie e di apportare contributi originali alle conoscenze sulla loro ecologia. Il Parco di Paneveggio ha una missione molto importante nella conservazione dei licheni: nel suo territorio ne sono noti quasi 650, pari al 50% dei licheni del Trentino-Alto Adige, che è la regione italiana con il maggior numero di specie note. Tuttavia, una stima realistica della biodiversità lichenica del Parco potrebbe essere di circa 900 specie!Il Parco ha commissionato al Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste la realizzazione di una guida interattiva ai licheni epifiti, che al momento include 242 specie e che è consultabile in rete dal sito del Parco o da quello del progetto Dryades (www.dryades.eu).L'identificazione dei macrolicheni (licheni fruticosi, fogliosi e squamulosi) può essere effettuata anche senza l'uso del microscopio,ed è quindi più facile. Al contrario, per l'identificazione dei licheni crostosi è spesso indispensabile osservare caratteri anatomici al microscopio, soprattuto quelli relativi alle spore.Le fotografie ed i disegni derivano in gran parte dall’archivio di ITALIC. Gli autori ringraziano Andres Saag e Tiina Randlane (Università di Tartu, Estonia ) ed Harry Taylor (Natural History Museum, Londra) per alcune foto e disegni. Un ringraziamento anche a Carlo Morelli per le correzioni al testo originale.BibliografiaDalla Torre K.W. & Sarnthein L., 1902 - Die Flechten (Lichenes) von Tirol, Voralberg und Liechtestein. Wagner, Innsbruck.
Nascimbene J. & Caniglia G., 2003 – Licheni del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Quaderni del Parco n°3 pp 97. .
Nascimbene J., Martellos S. and Nimis P.L., 2006 - Epiphytic lichens of tree-line forests in the Central-Eastern Italian Alps and their importance for conservation. The Lichenologist, 38: 373-382. .
Thor G., Nascimbene J. 2007 - A floristic survey in the Southern Alps: additions to the lichen flora of Italy. Cryptogamie, Mycologie, 28 (3): 247-260. .
Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L., 2008a - Lichen diversity of coarse woody habitats in a Pinus-Larix stand in the Italian Alps. The Lichenologist, 40(2): 153-163.
Nascimbene J., Marini L., Caniglia G. Cester D., Nimis P.L., 2008b – Lichen diversity on stumps in relation to wood decay in subalpine forests of Northern Italy. Biodiversity and Conservation. 17: 2661–2670.
Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L. 2008c – Influence of tree age, tree size and crown structure on lichen communities in mature Alpine spruce forests. Biodiversity and Conservation, 18: 1519-1522.
Nimis P.L. 1993 – The Lichens of Italy. An Annotated Catalogue. Mus. Reg. Sci. Nat. Torino, Monogr. XII, 897 pp.
Nimis P.L. & Martellos S. 2003 - A second checklist of the lichens of Italy, with a thesaurus of synonyms. Mus. Reg. Sci. Nat. Saint-Pierre, Valle d’Aosta, Monogr. 4, 192 pp.

Published in Libri digitali
Martedì, 21 Febbraio 2012 19:37

Chiave ai licheni del genere Usnea in Europa

Autori: Tiina Randlane, Tiiu Tõrra, Andres Saag, Lauri Saag (Institute of Ecology and Earth Sciences, University of Tartu, Estonia) -  Versione Italiana a cura di Pier Luigi Nimis - Foto di Tiiu Tõrra -

Il genere Usnea è uno dei più difficili, a tal punto che la conoscenza sulla presenza e distribuzione in Italia delle Usnee è ancora incompleta e frammentaria. Uno dei motivi era l’assenza di una moderna revisione del genere in Europa. Anche grazie agli studi precedenti di Philippe Clerc (Ginevra) ed altri autori, i colleghi dell’Università di Tartu (Estonia) hanno preparato una chiave a tutte le specie europee, che permette finalmente di tentare la determinazione delle Usnee presenti in Italia. Questa chiave è l’adattamento in lingua italiana di quella originale di Randlane et al. (2009). La versione stampabile, oltre alla chiave dicotomica annotata, contiene tutti i riferimenti bibliografici, un glossario illustrato, ed una chiave sinottica. Una versione in lingua inglese sta qui: http://www.ut.ee/ial5/k2n/key/usnea_eu/index.html

Randlane T., Tõrra T., Saag A., Saag L. (2009) Key to European Usnea species – Bibliotheca Lichenologica, 100: 419-462.)

Published in Libri digitali

Autori: Pier Luigi Nimis, Maurizio Bovio, Stefano Martellos - Foto di Andrea Moro & Maurizio Broglio - Il Parco Naturale Mont Avic è stato istituito nel 1989, primo e finora unico parco regionale della Valle d’Aosta, per preservare una delle aree più selvagge della regione: l’alto bacino del torrente Chalamy in comune di Champdepraz. Nel 2003 il Parco è stato ampliato a parte della testata della contigua Valle di Champorcher, toccando così i confini nord-orientali del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Oggi la superficie del Parco supera i 5700 ettari, da 1000 m fino ai 3185 m della vetta del Mont Glacier. Il Mont Avic, lo spettacolare picco di serpentino che dà il nome al Parco, supera di poco i 3000 m.
Le due valli del Parco sono molto diverse, soprattutto per le differenti litologie. In Val Chalamy dominano le serpentiniti, che creano paesaggi aspri e rocciosi dominati soprattutto dal bosco, poveri di pascoli, con numerosi giacimenti minerari ormai abbandonati. Nella Valle di Champorcher prevalgono invece i teneri calcescisti e il paesaggio è ampio e disteso, dominato da vasti pascoli e - alle quote più elevate - da estesi macereti di fini detriti.
Il Parco è costellato da bacini lacustri con molte zone umide, in Val Chalamy soprattutto torbiere, uno degli habitat più significativi dell’area protetta insieme al bosco di Pino uncinato, che domina il paesaggio forestale della valle. Quasi tutto il settore di Parco compreso nella Valle di Champorcher si estende sopra i limiti del bosco. Ricca e spettacolare è la flora diffusa sui calcescisti, ma anche le serpentiniti sono assai significative poiché, pur dando origine a suoli poveri e poco profondi, ospitano spesso specie strettamente legate al serpentino (soprattutto Pteridofite e Brassicacee). All’estremità nord-orientale dell’area protetta è presente una delle rare faggete della Valle d’Aosta. La fauna è rappresentata dai più noti animali presenti sulle Alpi; le specie silvicole sono particolarmente numerose nella Val Chalamy, mentre quelle legate agli ambienti aperti d’alta quota sono più abbondanti nell’alta Valle di Champorcher. La varietà di ambienti determina un’elevata biodiversità faunistica: per esempio, nel Parco e nei suoi immediati dintorni sono state individuate oltre 1.100 specie di lepidotteri.
L'esplorazione floristica del Parco è ancora incompleta. Per questo motivo abbiamo voluto creare una chiave "aperta", che consenta a chi la usa di scoprire o confermare la presenza nel Parco di questa o quella specie. La guida - che comprende 1085 taxa infragenerici - non include solo le piante di cui è stata finora accertata la presenza nel Parco, ma anche quelle da ricercare, perché potrebbero essere presenti per motivi ecologici e geografici (ad es. piante osservate in aree adiacenti al Parco). Includiamo anche alcune entità segnalate storicamente all’interno del Parco - da riconfermare - e quelle di presenza dubbia - da verificare.
Alcune entità sono trattate solo a livello di aggregato, perché l’identificazione delle specie elementari è materia da specialista (come ad esempio in Alchemilla, Hieracium, Taraxacum, parte del genere Festuca, etc.).
La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III:
Angiosperm Phylogeny Group (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.

Published in Libri digitali

Autori: Pier Luigi Nimis, Maurizio Bovio, Stefano Martellos - Foto di Andrea Moro & Maurizio Broglio - Il Parco Naturale Mont Avic è stato istituito nel 1989, primo e finora unico parco regionale della Valle d’Aosta, per preservare una delle aree più selvagge della regione: l’alto bacino del torrente Chalamy in comune di Champdepraz. Nel 2003 il Parco è stato ampliato a parte della testata della contigua Valle di Champorcher, toccando così i confini nord-orientali del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Oggi la superficie del Parco supera i 5700 ettari, da 1000 m fino ai 3185 m della vetta del Mont Glacier. Il Mont Avic, lo spettacolare picco di serpentino che dà il nome al Parco, supera di poco i 3000 m.
Le due valli del Parco sono molto diverse, soprattutto per le differenti litologie. In Val Chalamy dominano le serpentiniti, che creano paesaggi aspri e rocciosi dominati soprattutto dal bosco, poveri di pascoli, con numerosi giacimenti minerari ormai abbandonati. Nella Valle di Champorcher prevalgono invece i teneri calcescisti e il paesaggio è ampio e disteso, dominato da vasti pascoli e - alle quote più elevate - da estesi macereti di fini detriti.
Il Parco è costellato da bacini lacustri con molte zone umide, in Val Chalamy soprattutto torbiere, uno degli habitat più significativi dell’area protetta insieme al bosco di Pino uncinato, che domina il paesaggio forestale della valle. Quasi tutto il settore di Parco compreso nella Valle di Champorcher si estende sopra i limiti del bosco. Ricca e spettacolare è la flora diffusa sui calcescisti, ma anche le serpentiniti sono assai significative poiché, pur dando origine a suoli poveri e poco profondi, ospitano spesso specie strettamente legate al serpentino (soprattutto Pteridofite e Brassicacee). All’estremità nord-orientale dell’area protetta è presente una delle rare faggete della Valle d’Aosta. La fauna è rappresentata dai più noti animali presenti sulle Alpi; le specie silvicole sono particolarmente numerose nella Val Chalamy, mentre quelle legate agli ambienti aperti d’alta quota sono più abbondanti nell’alta Valle di Champorcher. La varietà di ambienti determina un’elevata biodiversità faunistica: per esempio, nel Parco e nei suoi immediati dintorni sono state individuate oltre 1.100 specie di lepidotteri.
L'esplorazione floristica del Parco è ancora incompleta. Per questo motivo abbiamo voluto creare una chiave "aperta", che consenta a chi la usa di scoprire o confermare la presenza nel Parco di questa o quella specie. La guida - che comprende 1085 taxa infragenerici - non include solo le piante di cui è stata finora accertata la presenza nel Parco, ma anche quelle da ricercare, perché potrebbero essere presenti per motivi ecologici e geografici (ad es. piante osservate in aree adiacenti al Parco). Includiamo anche alcune entità segnalate storicamente all’interno del Parco - da riconfermare - e quelle di presenza dubbia - da verificare.
Alcune entità sono trattate solo a livello di aggregato, perché l’identificazione delle specie elementari è materia da specialista (come ad esempio in Alchemilla, Hieracium, Taraxacum, parte del genere Festuca, etc.).
La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III:
Angiosperm Phylogeny Group (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.

Published in Libri digitali

Autori: Rosanna Costa, Cristina Lo Giudice, Rosa Lo Giudice, Stefano Martellos, Pier Luigi Nimis, Pietro Pavone, Antonio Speranza - Curatore delle immagini: Andrea Moro –La Riserva Naturale Orientata del Monte Altesina si trova al centro della Sicilia, in provincia di Enna. Dalla sua cima è possibile ammirare, in un panorama che si apre a trecentosessanta gradi, le maggiori cime delle Madonie, l'Etna, il Monte la Guardia e le cime più alte della parte centromeridionale dell'isola. Al suo interno sono, anche, presenti siti archeologici risalenti all’età del Ferro. La Riserva, oltre ad offrire spunti per osservazioni naturalistiche, da tempo è meta di escursioni a scopo didattico e turistico, svolgendo attività educative rivolte, soprattutto, alle scolaresche e alle famiglie. La realizzazione di questa guida è stata pensata proprio come supporto innovativo a questo tipo di attività. È una guida interattiva alla flora spontanea della Riserva, costituita da 796 taxa, specifici e infraspecifici, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con:
- l’Università di Trieste, Dipartimento di Scienze della Vita;
- l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Catania,
- la Riserva Naturale Orientata Monte Altesina;
- il Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali;
- il Sistema Riserve Naturali - Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali;
- G.A.L. Società Consortile Rocca di Cerere a r.l. (cofinanziato dal P.I.C. Leader+ 2000/2006 Programma Regionale Leader+ Sicilia 2000/2006 Piano di Sviluppo Locale Leader + ROCCA DI CERERE).
Grazie all’uso dei nuovi strumenti interattivi disponibili anche su parlari e telefonini ai visitatori è ora data l’opportunità - muovendosi autonomamente - di identificare le piante presenti all’interno della Riserva.
La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III:
Angiosperm Phylogeny Group (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.

Published in Libri digitali

Autori: Giampiero Ciaschetti, Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Luciano Di Martino, Mirella Di Cecco, Maria Peroni, Teodoro Andrisano - Foto di Andrea Moro – Questa guida è stata creata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, grazie al contributo della Regione Abruzzo per la “Tutela della biodiversità vegetale e la gestione dei giardini ed orti botanici” (L.R. 35/97).
Essa cerca di rispondere alle richieste dei visitatori del Parco Nazionale della Majella: conoscere i nomi delle piante che osservano durante le escursioni, i campeggi, i pic-nic, o che studiano da amatori.
L’identificazione delle piante è solitamente appannaggio di pochi esperti, sia perché solo essi conoscono le differenze, talora minime, tra specie simili, sia perché i caratteri che permettono di distinguere le famiglie o i generi sono spesso osservabili solo con uno stereomicroscopio.
Questa chiave utilizza solo caratteri facilmente osservabili, illustrati da immagini e/o disegni creati da Andrea Moro. Può essere usata anche da chi si avvicina per la prima volta all'identificazione delle piante. E' una guida "facile", ma realizzata con rigore scientifico. Comprende tutte le specie e le sottospecie di piante legnose (alberi, arbusti e liane), presenti allo stato spontaneo o subspontaneo nel territorio del Parco Nazionale della Majella, più alcune delle più comuni piante coltivate a scopo ornamentale o negli impianti di riforestazione. Ad ogni pianta è associata una scheda che ne descrive brevemente nomenclatura (nome comune, sinonimi), morfologia, distribuzione, ecologia e l’uso nella tradizione locale.
La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III:
Angiosperm Phylogeny Group (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.

Published in Libri digitali
Pagina 4 di 6

Novità

Partner / Projektni partnerji

Università di Trieste, Dip. di Scienze della Vita (Lead Partner), Prirodoslovni Muzej Slovenije, Ljubljana, Univerza na Primorskem -Università del Litorale  Koper/Capodistria, Università di Padova, Dip. di Biologia, Zavod Republike Slovenije za šolstvo Ljubljana, Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA - FVG), Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (GAL Venezia Orientale - VEGAL), Triglavski Narodni Park, Univerza v Novi Gorici

 

Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SIIT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.



© Copyright 2011 SiiT.
All rights reseverd.