GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Livio Poldini - Foto di: Andrea Moro

Questa è la seconda versione riveduta ed annotata di una guida interattiva alla flora (617 entita') della porzione sommitale del M. Matajur (UD).
Il territorio copre una piccola porzione di un quadrante (nr. 9747) che ricade prevalentemente in territorio sloveno, corrispondente alle parti più elevate del M. Matajur al di sopra di Montemaggiore, ed è facilmente accessibile dal Rifugio G. Pelizzo. Esso comprende il Sito di Interesse Comunitario (SIC) nr. IT3320019.
Il M. Matajur (1650 m) è naturalisticamente il più interessante delle Prealpi Giulie. Ha attratto l'attenzione dei botanici sin dalla fine del '700, quando B. Hacquet (1739-1815) lo visitò più volte, dedicandogli uno studio approfondito (Hacquet, 1785). La flora del Matajur fu poi studiata da Brignoli (1810), Tommasini (1840, 1842) e Minio (1905), in tempi recenti da G. Simonetti, S. Pignatti e soprattutto L. Poldini. La flora del Matajur ospita alcune specie endemiche ed altre molto rare: per ulteriori informazioni si veda Simonetti (2005). Poldini (1991) censiva 428 entità, cresciute a più di 600 undici anni dopo (Poldini, 2002).
La prima versione della guida era stata realizzata anche grazie al significativo contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone.
La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III (2009).

Bibliografia

ANGIOSPERM PHYLOGENY GROUP, 2009 - An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. - Bot. J. Linn. Soc. 161(2): 105-121.
BRIGNOLI G., 1810 – Fascicolus rariorum plantarum forojuliensium. Tip. Guerrini, Urbino, 32 pp.
GORTANI L., GORTANI M., 1905-1906 - Flora Friulana con speciale riguardo alla Carnia. Udine.
HACQUET B, 1785 – Physikalisch-politische Reise aus den Dinarischen, durch die Julischen, Carnischen, Rhaetischen und die Norischen Alpen im Jahre 1781 und 1783 – Koelz, Koenigstein.
MINIO M., 1905 – Erborazioni nel bacino medio del Natisone. – N. G. Bot. Ital., 12, 1: 5-52.
NIMIS P.L., MARTELLOS S., 2005 - Guide alla Flora II - Le Guide di Dryades, 3. Serie Flore II. Edizioni Goliardiche, Trieste, 371 pp.
POLDINI L., 1991. Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia. Reg.Aut. Friuli-V.G., Dir. Reg. For. e Parchi, Udine, 900 pp.
POLDINI L. 2002 – Nuovo atlante corologico delle piante vascolari del Friuli Venezia Giulia – Arti Grafiche Friulane, Udine, 529 pp.
TOMMASINI DE M., 1840 – Ausflüge auf die Bergen Sbeunize in Istrien, Matajur und Canin-Alpen, in Görzischen und in Trenta-Thal. – Flora Allgem. Bot. Z., 20,1: 65-79, 2: 81-96.
TOMMASINI DE M., 1842 – Ausflug auf den Berg Matajur in Friaul zur Aufsuchung des Triticum biflorum Brignoli – Flora Allgem. Bot. Z., 25 (2): 609-621, 625-635.
SIMONETTI G., 2005 – Flora del Matajur. – In: AA.VV.: Matajur. In Cammino sul Monte. – Sez. C.A.I. di Cividale, pp. 97-115.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Livio Poldini - Foto di: Andrea Moro - Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando srl

Questa è la seconda versione riveduta ed annotata di una guida interattiva alla flora (617 entita') della porzione sommitale del M. Matajur (UD).
Il territorio copre una piccola porzione di un quadrante (nr. 9747) che ricade prevalentemente in territorio sloveno, corrispondente alle parti più elevate del M. Matajur al di sopra di Montemaggiore, ed è facilmente accessibile dal Rifugio G. Pelizzo. Esso comprende il Sito di Interesse Comunitario (SIC) nr. IT3320019.
Il M. Matajur (1650 m) è naturalisticamente il più interessante delle Prealpi Giulie. Ha attratto l'attenzione dei botanici sin dalla fine del '700, quando B. Hacquet (1739-1815) lo visitò più volte, dedicandogli uno studio approfondito (Hacquet, 1785). La flora del Matajur fu poi studiata da Brignoli (1810), Tommasini (1840, 1842) e Minio (1905), in tempi recenti da G. Simonetti, S. Pignatti e soprattutto L. Poldini. La flora del Matajur ospita alcune specie endemiche ed altre molto rare: per ulteriori informazioni si veda Simonetti (2005). Poldini (1991) censiva 428 entità, cresciute a più di 600 undici anni dopo (Poldini, 2002).
La prima versione della guida era stata realizzata anche grazie al significativo contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone.
La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III (2009).

Bibliografia

ANGIOSPERM PHYLOGENY GROUP, 2009 - An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. - Bot. J. Linn. Soc. 161(2): 105-121.
BRIGNOLI G., 1810 – Fascicolus rariorum plantarum forojuliensium. Tip. Guerrini, Urbino, 32 pp.
GORTANI L., GORTANI M., 1905-1906 - Flora Friulana con speciale riguardo alla Carnia. Udine.
HACQUET B, 1785 – Physikalisch-politische Reise aus den Dinarischen, durch die Julischen, Carnischen, Rhaetischen und die Norischen Alpen im Jahre 1781 und 1783 – Koelz, Koenigstein.
MINIO M., 1905 – Erborazioni nel bacino medio del Natisone. – N. G. Bot. Ital., 12, 1: 5-52.
NIMIS P.L., MARTELLOS S., 2005 - Guide alla Flora II - Le Guide di Dryades, 3. Serie Flore II. Edizioni Goliardiche, Trieste, 371 pp.
POLDINI L., 1991. Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia. Reg.Aut. Friuli-V.G., Dir. Reg. For. e Parchi, Udine, 900 pp.
POLDINI L. 2002 – Nuovo atlante corologico delle piante vascolari del Friuli Venezia Giulia – Arti Grafiche Friulane, Udine, 529 pp.
TOMMASINI DE M., 1840 – Ausflüge auf die Bergen Sbeunize in Istrien, Matajur und Canin-Alpen, in Görzischen und in Trenta-Thal. – Flora Allgem. Bot. Z., 20,1: 65-79, 2: 81-96.
TOMMASINI DE M., 1842 – Ausflug auf den Berg Matajur in Friaul zur Aufsuchung des Triticum biflorum Brignoli – Flora Allgem. Bot. Z., 25 (2): 609-621, 625-635.
SIMONETTI G., 2005 – Flora del Matajur. – In: AA.VV.: Matajur. In Cammino sul Monte. – Sez. C.A.I. di Cividale, pp. 97-115.

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Autore: Enrico Bonivento -  Questa è una guida alle farfalle diurne del monte S. Simeone (UD), che include 107 taxa infragenerici. Essa è stata creata nell’ambito del progetto europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste. La guida si rivolge in primo luogo alle scuole, agli appassionati di natura ed a tutti coloro che vogliono conoscere e proteggere le farfalle autoctone. Partendo da caratteri molto semplici, come il colore di fondo delle ali, attraverso caratteri via via più complessi, si giunge al riconoscimento della singola specie, corredata da una foto e da una scheda che ne descrive le principali caratteristiche.Il M. S. Simeone, nelle Prealpi Friulane, si trova tra la depressione del lago di Cavazzo ed il letto del fiume Tagliamento. Esso presenta peculiari caratteristiche che ne fanno un habitat ideale per le farfalle: la combinazione di microclimi determina su quest’unica montagna una ricca sintesi di fauna e flora. In particolare il M. S. Simeone è famoso per la sua ricchissima fauna lepidotterologica, tanto che viene spesso definito ‘il Monte delle farfalle’.Questa guida potrà divenire un utile strumento per la “Casa delle Farfalle” di Bordano, sita ai piedi del M. S. Simeone. Oltre alle ampie serre climatizzate che coprono 1000 metri quadrati, la Casa delle Farfalle comprende diverse mostre tematiche, un giardino esterno per le farfalle autoctone, un centro didattico con laboratori, aree video e postazioni interattive per giocare, imparare e confrontarsi su ciò che si è appreso.L’autore ringrazia il Prof. Pier Luigi Nimis ed il Dr. Stefano Martellos (Università di Trieste) ed il Dr. Francesco Barbieri (Casa delle Farfalle di Bordano) per gli utili consigli. Un particolare ringraziamento va anche al Museo di Storia Naturale di Venezia, che ha messo a disposizione le sue collezioni per la creazione dell’archivio di immagini.

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Autore: Enrico Bonivento -  Questa è una guida alle farfalle diurne del monte S. Simeone (UD), che include 107 taxa infragenerici. Essa è stata creata nell’ambito del progetto europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste. La guida si rivolge in primo luogo alle scuole, agli appassionati di natura ed a tutti coloro che vogliono conoscere e proteggere le farfalle autoctone. Partendo da caratteri molto semplici, come il colore di fondo delle ali, attraverso caratteri via via più complessi, si giunge al riconoscimento della singola specie, corredata da una foto e da una scheda che ne descrive le principali caratteristiche.Il M. S. Simeone, nelle Prealpi Friulane, si trova tra la depressione del lago di Cavazzo ed il letto del fiume Tagliamento. Esso presenta peculiari caratteristiche che ne fanno un habitat ideale per le farfalle: la combinazione di microclimi determina su quest’unica montagna una ricca sintesi di fauna e flora. In particolare il M. S. Simeone è famoso per la sua ricchissima fauna lepidotterologica, tanto che viene spesso definito ‘il Monte delle farfalle’.Questa guida potrà divenire un utile strumento per la “Casa delle Farfalle” di Bordano, sita ai piedi del M. S. Simeone. Oltre alle ampie serre climatizzate che coprono 1000 metri quadrati, la Casa delle Farfalle comprende diverse mostre tematiche, un giardino esterno per le farfalle autoctone, un centro didattico con laboratori, aree video e postazioni interattive per giocare, imparare e confrontarsi su ciò che si è appreso.L’autore ringrazia il Prof. Pier Luigi Nimis ed il Dr. Stefano Martellos (Università di Trieste) ed il Dr. Francesco Barbieri (Casa delle Farfalle di Bordano) per gli utili consigli. Un particolare ringraziamento va anche al Museo di Storia Naturale di Venezia, che ha messo a disposizione le sue collezioni per la creazione dell’archivio di immagini.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Anna Dal Borgo, Arianna Macor, Alessandro Pavan, Alessandra Sinesi, Damiano Virgilio, Elisa Zanut - Foto di Andrea Moro - Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

La Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE), recepita in Italia dal DL. 152/2006, ha introdotto lo studio delle macrofite acquatiche nella valutazione dello stato ecologico delle acque interne, basato sui criteri tecnici del DM 260/2011. Per i corsi d’acqua è previsto l’uso dell’Indice Biologique Macrophytique en Rivière IBMR (AFNOR, 2003), per i laghi degli indici MTIspecies e MacroIMMI (CNR-ISE, 2009). La certificazione di qualità delle analisi biologiche richiede strumenti conoscitivi adeguati: la creazione di chiavi informatizzate è una tappa fondamentale.Questa guida è stata sviluppata dal Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste e da ARPA Friuli Venezia Giulia come supporto all’identificazione della flora acquatica regionale. Risulta dalla condivisione delle conoscenze dell’ateneo giuliano con l’esperienza dei tecnici ARPA FVG nell’ambito delle attività di biomonitoraggio per il Piano Regionale di Tutela delle Acque.

Le macrofite acquatiche comprendono vegetali molto diversi: alghe macroscopicamente visibili, muschi, epatiche e piante vascolari, a cui è dedicata questa guida.
L’elenco floristico comprende taxa tipici di ambienti lotici e lentici, creato in fasi successive. Una prima lista deriva dal confronto tra la quella utilizzata per il calcolo dell’IBMR e la lista delle macrofite acquatiche dei corsi d’acqua italiani pubblicata da ENEA (RT/2009/23/ENEA). La successiva comparazione tra i dati dell' Atlante Corologico del Friuli Venezia Giulia (Poldini 2002) ed una lista risultante da rilievi condotti nel 2009-2010 da ARPA FVG, hanno portato all’elenco di 244 taxa inclusi in questa guida. La suddivisione in Famiglie segue Angiosperm Phylogeny Group III (2009).

La guida è stata sviluppata nell’ambito del progetto interreg SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell'ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

AFNOR, 2003. Norme NF T90-395, Octobre 2003. Qualité de l’eau: détermination de l’Indice Biologique Macrophytique en Rivière (IBMR). Association Française de Normalisation (AFNOR) : 28 pp.
ANGIOSPERM PHYLOGENY GROUP (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.
APPA TRENTO, ARPA TOSCANA, ARPA LOMBARDIA, ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ & ENEA, 2004. Metodologie analitiche della componente vegetazionale negli ambienti di acque correnti (Macrofite). TK 04.04.04a. Centro Tematico Acque Interne e Marino Costiere, Firenze: 57 pp.
DIRETTIVA 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23/10/2000. G.U. Comunità Europee n.327, 22/12/2000.
DECRETO LEGISLATIVO N.152 3/04/2006. Norme in materia ambientale. G.U. n.88 del 14/04/2006, S.O. n.96.
MARCHETTO A., LUGLIÈ A., PADEDDA B.M., MARIANI M.A., SECHI N., SALMASO N., MORABITO G., BUZZI F., SIMONA M., GARIBALDI L., OGGIONI A., BOLPAGNI R., ROSSARO B., BOGGERO A., LENCIONI V., MARZIALI L., VOLTA P. & CIAMPITELLO M., 2011. Indici per la valutazione della qualità ecologica dei laghi. Report CNR-ISE, 03.11. CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, Verbania Pallanza: 164 pp.
MINCIARDI M.R., SPADA C.D., ROSSI G.L., ANGIUS R., ORRÚ G., MANCINI L., PACE G., MARCHEGGIANI S. & PUCCINELLI C., 2009. Metodo per la valutazione e la classificazione dei corsi d’acqua utilizzando la comunità delle macrofite acquatiche. RT/2009/23/ENEA. ENEA – Sezione Biol. Amb. e Cons. Nat., Saluggia Vercelli, Istit. Sup. Sanità – Dip. di ambiente e connessa prevenzione primaria, Roma: 37 pp.
POLDINI L., 2002 - Nuovo Atlante Corologico delle piante vascolari nel Friuli Venezia Giulia. – Trieste 2002.

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Novità

Partner / Projektni partnerji

Università di Trieste, Dip. di Scienze della Vita (Lead Partner), Prirodoslovni Muzej Slovenije, Ljubljana, Univerza na Primorskem -Università del Litorale  Koper/Capodistria, Università di Padova, Dip. di Biologia, Zavod Republike Slovenije za šolstvo Ljubljana, Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA - FVG), Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (GAL Venezia Orientale - VEGAL), Triglavski Narodni Park, Univerza v Novi Gorici

 

Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SIIT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.



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