GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Authors: Pier Luigi Nimis, Andrea Moro, Stefano Martellos

This is an interactive flora of the southern portion of the Carnic Alps (Ampezzo-Sauris, Province of Udine, NE Italy), which includes 1,244 infrageneric taxa of vascular plants. The study area, centered on the Valley of Sauris, includes the whole valley of river Lumiei and extends from the valley of the Tagliamento river near Ampezzo Carnico in the Province of Udine to Mt. Tiarfin in the province of Belluno. The Valley of Sauris, the bottom of which is now occupied by an artificial lake, is closed to the north and to the east by mountains which are higher than 2,000 m (Mt. Pieltinis , Mt. Tarondon, Mt. Novarza , Mt. Col Gentile ), consisting of powerful layers of Werfen sandstones. To the southwest it is limited by the highest peaks, which reach 2,400 m (Mt. Bivera, Mt. Clapsavon , Mt. Tiarfin ) and consist of limestone and dolomite of the Anisic and Ladinian periods. Recent sediments occupy the valley floors at Ampezzo. A comprehensive description of the territory is in AA.VV: (1983), to which we refer for further details. The first floristic reports from the survey area date back to Gortani (1906 Vol II). Pignatti & Pignatti (1968) provided a first sketch of the flora and vegetation. The first full checklist ( Pignatti & Poldini, 1969), included 664 infrageneric taxa , which soon rose to 997 in the Chorological Atlas by Poldini (1991) and to more than 1,000 in its second edition (Poldini 2002).
Every year, this guide is being tested by students of the University of Trieste at the Center for Alpine Botanical Studies in Passo Pura ( Ampezzo ). The first version was published by Nimis & Martellos (2005); this is the English translation of the seventh version in Italian, published both online (August 2013) and in book form (Nimis et al., 2013). The English version was mainly prepared in order to be used by students of the University of Manchester, during a summer course at Passo Pura in July 2014.
The breakdown in Families follows Angiosperm Phylogeny Group III (APG 2009).
The guide has been prepared in the framework of Project SiiT (Interactive Tools for Identifying Biodiversity: an educational project in transborder area), funded under the Cooperation Programme Italy-Slovenia 2007-2013 by the European Regional Development Fund and by national funds.

Literature

AA.VV. (1983). Ambiente e Cultura di una montagna carnica. Il Tinisa. Ed. Lint, Trieste, 195 pp.
APG (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Bot. J. Linn. Soc. 161(2): 105-121.
GORTANI L., GORTANI M. (1905-1906). Flora Friulana con speciale riguardo alla Carnia. Udine.
NIMIS P.L., MARTELLOS S. (2005). Guide alla Flora I - Le Guide di Dryades, 2. Ed. Goliardiche, Trieste, 380 pp.
NIMIS P.L., MORO A., MARTELLOS S. (2013). Guida alla flora delle Alpi Carniche meridionali (Ampezzo-Sauris). EUT, Trieste, ISBN 978-88-8303-487-9
PIGNATTI E., PIGNATTI S. (1968). Botanische Wanderungen in den Karnischen Alpen. Sauris, eine deutsche Sprachinsel. Ver z. Sch. d. Alpenpflanzen u.Tiere, 33: 90-99.
PIGNATTI S., POLDINI L. (1969). Florula della Conca di Sauris (Alpi Carniche). Boll. Soc. Adr. Sc. Trieste, 57: 66-93.
POLDINI L. (1991). Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia. Reg. Aut. Friuli V.G., Udine, 900 pp.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Andrea Moro, Stefano Martellos - Foto di Andrea Moro - Le ‘cacce al tesoro botaniche’ del Progetto SiiT, basate sull’utilizzo di guide semplificate a piante legnose consultabili da strumenti mobile, sono divenute popolari tra le scuole dell’area di progetto. Per i comuni della porzione orientale della Provincia di Venezia, SiiT, grazie alla collaborazione tra Università di Trieste e il GAL Venezia Orientale (VeGAL), ha creato diverse guide ad altrettanti giardini pubblici e aree verdi comunali, che ora possono essere usati dalle scuole come ‘laboratori all’aperto’. Queste guide, che includono tutte le specie legnose presenti, non sempre si prestano all’organizzazione di ‘cacce al tesoro’, soprattutto per le scuole elementari. Per questo abbiamo predisposto una nuova guida ‘facile’ che include un centinaio delle specie legnose più frequenti in parchi e aree seminaturali della pianura veneto-friulana, che possa essere ampiamente utilizzata anche da scuole che non hanno ottenuto una guida al ‘loro’ giardino scolastico o comunale.

Le attività consistono in una ‘caccia al tesoro’ basata sull’identificazione delle specie, da svolgere con classi di 20-25 bambini. La ‘caccia al tesoro’ si svolge nelle seguenti fasi:

1) Ai bambini viene consegnata una mappa dell’area in cui si svolge la ‘caccia’ in cui è segnalata la posizione di 10 specie con altrettanti pallini colorati. Su ognuna delle 10 piante è stato apposto un cartello numerato.

2) Ai bambini viene consegnata una copia cartacea illustrata della guida o – quando disponibile – uno strumento mobile con la versione interattiva della guida (in genere uno ogni 3 bambini, che lavoreranno in gruppo).

3) Prima dell’inizio della ‘caccia’ si identifica una specie collettivamente con l’aiuto di un insegnante/animatore, per comprendere il funzionamento della chiave dicotomica e/o dello strumento mobile.

4) A partire dal fischio di inizio, le squadre hanno 30 minuti di tempo per trovare le piante contrassegnate dai cartelli numerati (orienteering) e per identificarle. Appena un gruppo pensa di aver identificato una specie, corre dall’insegnante/animatore: se l’identificazione è corretta si può passare ad un’altra specie, altrimenti si deve tornare indietro e cercare di capire autonomamente l’errore.

5) Alla fine dei 30 minuti un fischio richiama tutti i gruppi al punto di partenza, ove viene proclamato il gruppo vincitore (quello che ha identificato correttamente più specie).

La creazione di una chiave del genere non è semplice, e richiede un’accurata scelta delle piante da includere, dei caratteri da usare per l’identificazione e del linguaggio utilizzato nella guida. Le piante devono essere tutte presenti in un’area in cui sia possibile tenere sott’occhio i bambini, devono possedere caratteristiche molto diverse che non richiedano l’osservazione di caratteri troppo ‘difficili’, devono essere facilmente accessibili senza comportare danni alle aiuole. La terminologia deve essere il più possibile semplice e il testo di ciascuna dicotomia deve essere il più breve possibile (soprattutto per i bambini delle prime classi delle elementari, che hanno appena imparato a leggere). I caratteri distintivi vanno adeguatamente illlustrati, per far comprendere ai bambini in maniera intuitiva il significato dei testi.

Questa versione della guida verrà sottoposta a test a partire dall’autunno del 2013 e sarà seguita da una nuova versione che terrà conto delle principali difficoltà incontrate dai bambini nello svolgimento delle ‘cacce al tesoro’.

Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Paolo Donati - Foto di Andrea Moro -

Il parco Villa Ghigi è uno dei più ampi e gradevoli spazi verdi pubblici della città di Bologna. Si estende per una trentina di ettari fuori Porta San Mamolo, in un’appartata valletta non lontana dal centro ma già inserita in un ambiente collinare di grande suggestione, a breve distanza da edifici di notevolissimo interesse storico come l’Eremo di Ronzano, il Convento dell’Osservanza e Villa Aldini. Nel nome ricorda gli ultimi proprietari privati e in particolare lo zoologo Alessandro Ghigi (1875-1970), personaggio di spicco del mondo accademico bolognese e antesignano della protezione della natura in Italia. Nel parco, aperto al pubblico nel 1975, sono ancora ben riconoscibili i vecchi appezzamenti della tenuta, segnati da filari di alberi da frutto, ai quali fanno da cornice lembi di querceto, pioppi e ontani lungo il rio e un boschetto ornamentale nei pressi della villa, un edificio di aspetto ottocentesco ma di origine quasi certamente cinquecentesca oggi purtroppo in abbandono. Nel notevole patrimonio botanico, che offre una bella rassegna delle specie spontanee della collina, risaltano diverse monumentali roverelle, alcuni grandi esemplari arborei esotici e un gruppo di faggi piantato a fine Ottocento. In uno degli edifici colonici del parco ha sede la Fondazione Villa Ghigi, un Centro di Educazione Ambientale che da trent’anni svolge un’intensa attività educativa, divulgativa, culturale e tecnica rivolta a scuole, cittadini e amministrazioni.
Questa guida alle piante legnose del parco Villa Ghigi è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste. La lista delle piante arboree, arbustive e lianose presenti nell’area verde deriva da un censimento svolto dalla Fondazione alcuni anni fa e tenuto regolarmente aggiornato.

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Novità

Partner / Projektni partnerji

Università di Trieste, Dip. di Scienze della Vita (Lead Partner), Prirodoslovni Muzej Slovenije, Ljubljana, Univerza na Primorskem -Università del Litorale  Koper/Capodistria, Università di Padova, Dip. di Biologia, Zavod Republike Slovenije za šolstvo Ljubljana, Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA - FVG), Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (GAL Venezia Orientale - VEGAL), Triglavski Narodni Park, Univerza v Novi Gorici

 

Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SIIT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.



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