GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Pier Luigi Nimis - Foto di Andrea Moro –

L’area golenale del Piave che fa parte del centro storico di Noventa di Piave (VE) ha sempre avuto una importanza ‘vitale’ in quanto ha partecipato alla vita del paese stesso, l’unico del ‘Basso Piave’ che, attraverso un tunnel, ha accesso diretto al fiume. Sede di attività economica fin dai tempi antichi, sicuramente in epoca romana, il Piave (la Piave), essendo navigabile, è stato una via fondamentale di comunicazione per l’intero territorio, facilitando il trasporto di merci e persone e dando origine ad un fiorente commercio. Nel periodo dopo la Prima Guerra Mondiale (nella quale è stato proprio il Piave a fermare ‘lo straniero’) era la sede dell’ attività commerciale per prelievo e trasporto di sabbia e ghiaia proveniente anche da altri fiumi e dell’attività di frantumazione del materiale escavato dallo stesso fiume. Segno ancora presente nell’area golenale è il vecchio frantoio. Per tale attività la golena, in particolare la parte vicina alle rive era tenuta pulita da qualsiasi vegetazione in quanto le barche che trasportavano le merci, i ‘burci’, erano trainati con le corde dai muli lungo l’alzaia. L’ambiente golenale di fronte al paese, verso monte e verso valle, è oggi costituito da alcune zone boscate e da terreni coltivati con la presenza di alcune abitazioni . L’abbandono di qualsiasi attività economica ha permesso alla vegetazione di ricoprire tutta la parte golenale della riva fino all’acqua, creando un ambiente naturale interessante da riscoprire per la presenza di numerose essenze che ricordano i tempi passati. L’area golenale è percorribile, verso monte, con sentieri che seguono, all’interno e all’esterno, la fitta boscaglia lungo la riva, lambendo in alcuni punti anche l’acqua. Questa guida interattiva alle più comuni piante legnose che si incontrano lungo la passeggiata che costeggia il Piave è stata realizzata in collaborazione tra il Comune di Noventa di Piave, la Cooperativa ‘Il Bozzolo Verde’, ed il Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante. Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.
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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos – Foto di Andrea Moro – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

Il Carso triestino e goriziano, con più di 2.000 specie di piante vascolari, è un vero e proprio serbatoio di biodiversità, dove tra l’altro molte piante di origine balcanica od orientale trovano le uniche stazioni in Italia. Il paesaggio del Carso è mutato drammaticamente a partire dal secondo dopoguerra: a causa del rapido abbandono della pastorizia, la landa pietrosa è stata rapidamente sostituita da una fitta boscaglia. Questo fenomeno naturale sta assumendo aspetti preoccupanti per la conservazione della biodiversità, in quanto la landa carsica – ormai in via di sparizione – ospita un grande numero di specie rare ed interessanti dal punto di vista biogeografico, alcune delle quali sono ormai a rischio di estinzione in Italia. Questa guida alle piante della landa carsica è la prima di una serie di applicazioni per iPhone create dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste nell’ambito del progetto europeo KeyToNature. Ogni guida sarà dedicata alle piante più comuni in un dato ambiente: questa include 269 piante presenti nei diversi tipi di landa carsica, cioè nei prati aridi semi-naturali. La guida è concepita per utenti non esperti che tuttavia abbiano alcune nozioni di botanica di base, e vorrebbe permettere loro di identificare autonomamente le piante che incontrano durante una passeggiata nelle lande del Carso.

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Novità

Partner / Projektni partnerji

Università di Trieste, Dip. di Scienze della Vita (Lead Partner), Prirodoslovni Muzej Slovenije, Ljubljana, Univerza na Primorskem -Università del Litorale  Koper/Capodistria, Università di Padova, Dip. di Biologia, Zavod Republike Slovenije za šolstvo Ljubljana, Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA - FVG), Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (GAL Venezia Orientale - VEGAL), Triglavski Narodni Park, Univerza v Novi Gorici

 

Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SIIT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.



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