GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Sabato, 25 Febbraio 2012 18:59

Plantfinder – Lite version

Authors: Andrea Moro, Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos & Rodolfo Riccamboni – Developer: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl –Plant Finder - Images, scientific names, and Italian names of plants. This gallery contains over 7600 images of vascular plants used for the creation of interactive keys by Project Dryades, coordinated by the Department of Life Sciences of the University of Trieste. The pictures are original, and refer to both spontaneous and cultivated plants occurring in Italy.

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Authors: S.H.J.J. Louwhoff, P.L. Nimis, P.A. Wolseley & W. Saipunkaew - Images by H. Taylor et al. (species) and A. Moro (characters) –

This is a still provisional guide to parmelioid lichens occurring in northern Thailand, which will be tested in the field during an excursion on the occasion of the 7th Congress of the International Association of Lichenology (IAL7). The species included here are primarily based on specimens seen by the first and last two authors in the herbaria BM, CMU, TNS, and RAMK. This research was undertaken between 1990-2004 by Wolseley, Aguirre-Hudson, and Saipunkaew, and first presented at an IAL meeting in Kunming in 2002. Since that time there have been many changes in Parmeliaceae concepts as well as further research on this group in Thailand. We have also included some foliose 'cetrarioid' species such as Cetreliopsis, Cetrelia, and Nephromopsis (the latter 2 still under study), and some species reported from northern Thailand in the recent literature, which brings the number of infrageneric taxa to 99.
Following testing of the key and discussion at IAL7, we would like to enlarge the key to include further records.
The main aim of this key is to provide simple descriptions of species and key characters to enable identification of this conspicuous group of lichens in SE Asia by both professional and non–professional lichenologists. Chemistry that can be elucidated using spot tests is included in the key. Differences between similar and/or closely related species in the region are mentioned in the text. The key was generated in Italy, at the University of Trieste, using the FRIDA software. It has two query interfaces: 1) an illustrated dichotomous interface, 2) a multi-entry query interface. The dichotomous key is available in different versions for different media: a) internet, b) CD-Rom, c) printable (pdf), d) for mobile devices (PDAs, iPhone, iPad, and iPod touch).

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Autore: Pier Luigi Nimis – Curatore dell’Apparato di immagini: Andrea Moro – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

 I licheni sono notoriamente delle ottimi ‘sentinelle ambientali’, sensibilissimi all’inquinamento dell’aria. Per questo motivo sono stati ampiamente utilizzati per studi di biomonitoraggio, che a volte hanno interessato intere regioni italiane. Questa è una guida a 114 specie di licheni epifiti (quelli che crescono sui tronchi degli alberi) tra i più comuni su alberi in ambienti più o meno antropizzati di tutta Italia. Esclude le aree naturali - molto più ricche di specie - e quelle di montagna.
La guida è stata concepita per dei non-specialisti: per tutti i ‘curiosi di natura’ interessati a scoprire l’interessantissimo mondo dei licheni e soprattutto per le scuole che hanno attivato progetti didattici basati sui licheni come indicatori di inquinamento: per questo abbiamo evitato per quanto possibile l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio.
Tuttavia questa non è una guida ‘per tutti’: chi vuole utilizzarla deve prima studiare le principali caratteristiche dei licheni e munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per imparare ad usarli e per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).

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Autori: Andrea Moro, Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos & Rodolfo Riccamboni – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

Uno strumento per cercare immagini di più di 7600 piante con un archivio fotografico di 60.0000 foto digitali. Oltre 45.500 nomi comuni e volgari delle piante. - Il Cercapiante di Dryades dà accesso alle immagini di piante vascolari utilizzate nelle chiavi interattive del Progetto Dryades / KeyToNature, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste.
L’archivio contiene più di 60.000 foto – in massima parte originali – di piante vascolari (spontanee e coltivate) presenti in Italia.
Le ricerche possono essere effettuate per:
1. Famiglia (seguendo il sistema di Judd et al., 2002).
2. Binomio latino (la nomenclatura delle piante spontanee o spontaneizzate segue checklist di Conti et al 2005, e successivi aggiornamenti).
3. Nomi italiani e dialettali.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Livio Poldini, Stefano Martellos – Foto di Andrea Moro – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl –

 Questa guida alle 988 piante vascolari della Val Rosandra - uno degli ambienti naturalisticamente più importanti del Carso Triestino - include una chiave dicotomica basata su caratteri di facile osservazione e quindi relativamente facile anche per principianti, corredata da fotografie a colori, carte distribuzionali e note ad ogni pianta.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos – Foto di Andrea Moro – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

Il Carso triestino e goriziano, con più di 2.000 specie di piante vascolari, è un vero e proprio serbatoio di biodiversità, dove tra l’altro molte piante di origine balcanica od orientale trovano le uniche stazioni in Italia. Il paesaggio del Carso è mutato drammaticamente a partire dal secondo dopoguerra: a causa del rapido abbandono della pastorizia, la landa pietrosa è stata rapidamente sostituita da una fitta boscaglia. Questo fenomeno naturale sta assumendo aspetti preoccupanti per la conservazione della biodiversità, in quanto la landa carsica – ormai in via di sparizione – ospita un grande numero di specie rare ed interessanti dal punto di vista biogeografico, alcune delle quali sono ormai a rischio di estinzione in Italia. Questa guida alle piante della landa carsica è la prima di una serie di applicazioni per iPhone create dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste nell’ambito del progetto europeo KeyToNature. Ogni guida sarà dedicata alle piante più comuni in un dato ambiente: questa include 269 piante presenti nei diversi tipi di landa carsica, cioè nei prati aridi semi-naturali. La guida è concepita per utenti non esperti che tuttavia abbiano alcune nozioni di botanica di base, e vorrebbe permettere loro di identificare autonomamente le piante che incontrano durante una passeggiata nelle lande del Carso.

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Mercoledì, 22 Febbraio 2012 09:58

Sai riconoscere le farfalle?

Autore: Enrico Bonivento - Svilppatore. Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

Questa è una guida interattiva alle più comuni farfalle diurne della Provincia di Trieste. La guida, che include 57 taxa infragenerici, è stata creata nell’ambito del progetto Europeo KeyToNature, e si rivolge in primo luogo alle scuole ed agli appassionati di natura. Una guida completa a tutte le specie del Friuli-Venezia Giulia è in preparazione presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste.
L’autore ringrazia il Prof. Pier Luigi Nimis, il Dr. Stefano Martellos ed il Dr. Andrea Moro (Trieste) per gli utili consigli. Un particolare ringraziamento va anche al Museo di Storia Naturale di Venezia, che ha messo a disposizione le sue collezioni per la creazione dell’archivio di immagini.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Nevio Agostini, Marco Verdecchia, Elias Ceccarelli - Foto di Andrea Moro - A cura del Servizio Promozione, Conservazione, Ricerca e Divulgazione della Natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi – Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando s.r.l -

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è un parco forestale: circa l’84% della superficie è coperta da foreste. Un mantello uniforme, denso e compatto, quasi a proteggere la natura selvaggia e incontaminata che sovrasta. Per chi si avvicina per la prima volta a questi luoghi, l’impressione è quella di un paesaggio monotono: l’unico contrasto sembra essere dato dalla compresenza tra alberi decidui e sempreverdi, ma in realtà è pura apparenza. Addentrandosi nella foresta ci si accorge ben presto della sua vera natura dinamica, espressione di una ricca varietà di specie con forme e colori differenti. Una grande ed importante biodiversità forestale con oltre 40 specie di alberi di cui molti annosi e vetusti, soprattutto nelle antiche Foreste Casentinesi che hanno in Campigna e Badia Prataglia i luoghi di riferimento in Romagna e Toscana.
In collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, il Parco ha già messo a disposizione in rete uno strumento per riconoscere le più di 1300 piante vascolari presenti nel Parco.
Per avvicinare il visitatore alla conoscenza e godimento di questo grande patrimonio naturale il Parco ha realizzato un portale web 'alberi che toccano il cielo': entrando nel sito www.parcoforestecasentinesi.it è possibile scoprire i grandi patriarchi delle foreste.
Questa guida, disponibile anche in versioni per palmari, iPhone ed iPad, è dedicata ai meno esperti e descrive le principali 30 specie di alberi del Parco.

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Autori: P.L. Nimis, S. Martellos, N. Agostini, V. Gonnelli, M. Sirotti, D. Viciani -  Foto di A. Moro - Sviluppatore: R. Riccamboni, Divulgando Srl -
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, istituito nel 1993, si estende su un vasto territorio a cavallo di Romagna e Toscana. Il cuore del Parco è rappresentato dalle Foreste Demaniali Casentinesi, un complesso forestale antico la cui oculata gestione ha consentito la conservazione di lembi estesi di foresta di notevole interesse naturalistico, tra cui la riserva naturale integrale di Sasso Fratino, la prima istituita in Italia nel 1959, e quella della Pietra oltre ad altre riserve naturali biogenetiche. Il Parco ospita quindi una ricca biodiversità vegetale, con più di 1300 taxa infraspecicifici di piante vascolari, molte delle quali di grande interesse, essendo il Parco inserito all'interno dell'Appennino settentrionale, importante zona di transizione climatica e biogeografica.
Questa guida, creata in collaborazione con il progetto Dryades dell’Università di Trieste, è stata creata per permettere ai visitatori del Parco di scoprire autonomamente la sua ricca diversità vegetale. Una prima versione della guida è stata sostituita nel luglio 2011 con la presente versione, che contiene note più approfondite a tutte le specie e che è disponibile anche per iPhone ed iPad. La guida si basa sulla checklist della flora del Parco di Viciani & al. (2010), escludendo quasi tutte le specie coltivate e quelle la cui presenza nel Parco è dubbia. La guida principale è corredata da guide più semplici, limitate alle specie più comuni di alcuni ambienti, da utilizzare nelle esercitazioni didattiche. La nomenclatura segue la checklist di Conti & al. (2005, 2007). La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III (2009).BibliografiaAngiosperm Phylogeny Group (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.
Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (2005). An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma.
Conti F., Alessandrini A., Bacchetta G., Banfi E., Barberis G., Bartolucci F., Bernardo L., Bonacquisti S., Bouvet D., Bovio M., Brusa G., Del Guacchio E., Foggi B., Frattini S., Galasso G., Gallo L., Gangale C., Gottschlich G., Grünanger P., Gubellini L., Iiriti G., Lucari ni D., Marchetti D., Moraldo B., Peruzzi L., Poldini L., Prosser F., Raffaelli M., Santangelo A., Scassellati E., Scortegagna S., Selvi F., Soldano A., Tinti D., Ubaldi D., Uzunov D., Vidali M. (2007). Integrazioni alla checklist della flora vascolare italiana. Natura Vicentina 10 (2006): 5-74, Vicenza.
Viciani D., Gonnelli V., Sirotti M., Agostini, N. (2010). An annotated check-list of the vascular flora of the "Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna" (Northern Apennines, Central Italy). Webbia 65, 1: 3-132.

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Autori: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Foto di Andrea Moro - Sviluppatore: Rodolfo Riccamboni, Divulgando Srl -

Questa guida alle piante del sottobosco è la seconda di una serie di applicazioni per iPhone create dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste nell’ambito del progetto europeo KeyToNature. Ogni guida sarà dedicata alle piante più comuni in un dato ambiente: questa include 151 piante erbacee presenti negli ambienti boschivi, sia di sottobosco che delle radure boschive. La guida è concepita per utenti non esperti che tuttavia abbiano alcune nozioni di botanica di base. Vorrebbe permettere loro di identificare autonomamente le piante che incontrano durante una passeggiata negli ambienti boschivi del CarsoIl Carso triestino e goriziano, con più di 2.000 specie di piante vascolari, è un vero e proprio serbatoio di biodiversità, dove molte piante di origine balcanica od orientale trovano le uniche stazioni in Italia. Il paesaggio del Carso è mutato drammaticamente a partire dal secondo dopoguerra: a causa del rapido abbandono della pastorizia, la landa pietrosa è stata rapidamente sostituita da una fitta boscaglia. I boschi carsici sono di tre tipi principali, ben distinti e facilmente riconoscibili. Il primo è la boscaglia carsica, che oggi copre la maggior parte del territorio: è dominata da carpino nero, orniello, roverella, ed altri arbusti eliofili e presenta spesso radure ed orli in cui sopravvivono ancora poche specie di landa. Il secondo tipo di bosco è il Seslerio-Quercetum petraeae, un inusuale bosco-prato in cui il sottobosco è dominato da una graminacea, Sesleria autumnalis, ed ha quindi l’aspetto di un prato falciabile. Copre meno del 3 % del Carso ma è in rapida espansione: lo strato arboreo è composto da rovere, cerro, roverella, orniello e talvolta castagno, con arbusti quali il corniolo ed il ligustro. Il terzo tipo di bosco - l’Asaro-Carpinetum betuli - si distingue a prima vista per il sottobosco privo di cotica erbosa, in gran parte nudo e coperto da strame. Cresce sui versanti delle doline esposti a settentrione ed occupa solo lo 0,2 % del Carso. I pendii delle doline rivolti a nord, con gelate tardive in primavera, richiamano l’ambiente delle faggete. Le “faggete senza faggio” del Carso, dominate dal carpino bianco, hanno un sottobosco dominato da sparse specie bulbose o rizomatose, cioè con organi sotterranei che consentono una rapida fioritura primaverile prima che gli alberi sviluppino le foglie.

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Novità

Partner / Projektni partnerji

Università di Trieste, Dip. di Scienze della Vita (Lead Partner), Prirodoslovni Muzej Slovenije, Ljubljana, Univerza na Primorskem -Università del Litorale  Koper/Capodistria, Università di Padova, Dip. di Biologia, Zavod Republike Slovenije za šolstvo Ljubljana, Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA - FVG), Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (GAL Venezia Orientale - VEGAL), Triglavski Narodni Park, Univerza v Novi Gorici

 

Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SIIT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.



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