GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

Pier Luigi Nimis, Franc Batič, Jana Laganis -
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Fotografije so last različnih avtorjev. Pridobljene so iz arhiva informacijskega sistema o italijanskih lišajih (ITALIC). - Uredil jih je: Andrea Moro-

Za lišaje vemo, da so odlični nadzorniki okolja, saj so zelo občutljivi na onesnaženost zraka. Zato se jih zelo pogosto uporablja v biomonitoringu okolja. Tudi v Sloveniji že imamo kar nekaj tovrstnih študij. V ključu, ki je pred vami, so zajeti najpogostejši epifitski lišaji Slovenije. Vrste je v seznam pazljivo izbiral prof. dr. Franc Batič, slovenski strokovnjak za lišaje. V njem je zajetih nekaj čez 200 pogostejših vrst lišajev v Sloveniji.
Ključi so namenjeni širši, nestrokovni javnosti: za vse ljubitelje narave, ki bi radi odkrivali zanimivi svet lišajev. Posebej zanimiv je tudi za šole, ki imajo v svojem programu izobraževalne projekte, v katerih se lišaje uporablja kot kazalce onesnaženosti. Kolikor je bilo možno smo se v ključu izogibali določanju glede na znake, ki so vidni le pod mikroskopom.
Kljub temu, pa tega ključa ne more kar takoj uporabljati kdorkoli. Uporabnikom svetujemo, da se pred uporabo ključa naučijo prepoznavati glavne značilnosti ter pridobijo vsaj dva glavna reagenta, ki se ju običajno uporablja v lihenologiji: kalijev hidroksid (K) in komercialno belilo (C). Več o razlikovanju ključnih značilnosti lišajev (rastne oblike, izidiji, sorediji, sorediji, pseudocifele itd.) ter o uporabi obeh reagentov lahko izveste v spremljevalnem priročniku, ki ga najdete na začetku vseh določevalnih ključev za lišaje, ki so nastali v okviru projekta Dryades (www.dryades.eu ).
Ključ za epifitske lišaje Slovenije je bil pripravljen v okviru projekta SiiT (Interaktivna določevalna orodja za šole: spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju), ki ga financira operativni program Italija-Slovenija 2007-2013, Evropski sklad za regionalni razvoj in nacionalni skladi.

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Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene - Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro -Foto di AA.VV. dall' archivio di ITALIC - Il Veneto è tra le regioni italiane meglio esplorate dal punto di vista lichenologico ed è quella dove gli studi in questo campo hanno avuto più continuità a partire dai primi decenni del ‘700 (Nimis, 1993). Per la regione sono note circa un migliaio di specie di cui circa 450 epifite. Di queste, circa 170 sono macrolicheni (Nimis & Martellos, 2008). In tempi recenti le conoscenze lichenologiche della regione sono progredite notevolmente anche grazie all’applicazione di tecniche di biomonitoraggio per valutare gli effetti dell’inquinamento atmosferico su questa componente sensibile degli ecosistemi terrestri. Le esperienze condotte in Veneto sono state di riferimento sia nazionale sia per l’intera comunità scientifica (Cislaghi & Nimis, 1997). Un ulteriore contributo deriva da studi di livello internazionale sugli effetti della gestione forestale e sulle trasformazioni subite dal territorio veneto soprattutto durante l’ultimo secolo (Nascimbene et al., 2007; Nascimbene e Marini, 2010). Questi lavori mostrano come molte specie sensibili ai fattori climatici, all’intensità gestionale e all’inquinamento atmosferico abbiano subito un sensibile declino in Veneto fino, in alcuni casi, a scomparire. Molte delle specie più sensibili sono oggi incluse nella lista rossa nazionale e la loro conservazione dipende spesso da quella di frammenti di habitat forestali particolarmente integri e ricchi di alberi vetusti e legno morto. Una specie simbolo di questi licheni fortemente minacciati è Usnea longissima, di cui in Italia sono note soltanto due popolazioni, una delle quali (la più numerosa) è presente proprio sulle montagne del bellunese (Nascimbene & Tretiach, 2009). Questa guida ha lo scopo di facilitare l’avvicinamento di studenti, tecnici che operano nel settore ambientale e appassionati al riconoscimento dei macrolicheni del Veneto, confidando che si possa rivelare un utile strumento per lo sviluppo di attività didattiche, tecniche o semplicemente amatoriali. La scelta di focalizzare il nostro lavoro sui macrolicheni deriva dal fatto che il loro riconoscimento è in genere possibile anche senza l’ausilio di strumentazione specialistica poco accessibile per attività didattico-divulgative. Nella guida sono riportate note illustrative per ogni specie, con informazioni ecologico-distribuzionali di carattere generale ed indicazioni sulla distribuzione, rarità e habitat d’elezione in Veneto.

La guida è stata preparata dal Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

Nimis PL, Martellos S. 2008. ITALIC — The Information System on Italian Lichens. Version 4.0, University of Trieste, Dept. of Biology, http://dbiodbs.univ.trieste.it

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Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene - Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro -Foto di AA.VV. dall' archivio di ITALIC - Il Veneto è tra le regioni italiane meglio esplorate dal punto di vista lichenologico ed è quella dove gli studi in questo campo hanno avuto più continuità a partire dai primi decenni del ‘700 (Nimis, 1993). Per la regione sono note circa un migliaio di specie di cui circa 450 epifite. Di queste, circa 170 sono macrolicheni (Nimis & Martellos, 2008). In tempi recenti le conoscenze lichenologiche della regione sono progredite notevolmente anche grazie all’applicazione di tecniche di biomonitoraggio per valutare gli effetti dell’inquinamento atmosferico su questa componente sensibile degli ecosistemi terrestri. Le esperienze condotte in Veneto sono state di riferimento sia nazionale sia per l’intera comunità scientifica (Cislaghi & Nimis, 1997). Un ulteriore contributo deriva da studi di livello internazionale sugli effetti della gestione forestale e sulle trasformazioni subite dal territorio veneto soprattutto durante l’ultimo secolo (Nascimbene et al., 2007; Nascimbene e Marini, 2010). Questi lavori mostrano come molte specie sensibili ai fattori climatici, all’intensità gestionale e all’inquinamento atmosferico abbiano subito un sensibile declino in Veneto fino, in alcuni casi, a scomparire. Molte delle specie più sensibili sono oggi incluse nella lista rossa nazionale e la loro conservazione dipende spesso da quella di frammenti di habitat forestali particolarmente integri e ricchi di alberi vetusti e legno morto. Una specie simbolo di questi licheni fortemente minacciati è Usnea longissima, di cui in Italia sono note soltanto due popolazioni, una delle quali (la più numerosa) è presente proprio sulle montagne del bellunese (Nascimbene & Tretiach, 2009). Questa guida ha lo scopo di facilitare l’avvicinamento di studenti, tecnici che operano nel settore ambientale e appassionati al riconoscimento dei macrolicheni del Veneto, confidando che si possa rivelare un utile strumento per lo sviluppo di attività didattiche, tecniche o semplicemente amatoriali. La scelta di focalizzare il nostro lavoro sui macrolicheni deriva dal fatto che il loro riconoscimento è in genere possibile anche senza l’ausilio di strumentazione specialistica poco accessibile per attività didattico-divulgative. Nella guida sono riportate note illustrative per ogni specie, con informazioni ecologico-distribuzionali di carattere generale ed indicazioni sulla distribuzione, rarità e habitat d’elezione in Veneto.

La guida è stata preparata dal Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

Cislaghi C, Nimis PL. 1997. Lichens, air pollution and lung cancer. Nature 387: 463-464.
Nascimbene J, Marini L, Nimis PL. 2007. Influence of forest management on epiphytic lichens in a temperate beech forest of northern Italy. Forest Ecology and Management 247: 43-47.
Nascimbene J, Tretiach M. 2009. A critical evaluation of the Italian distribution of the rare macrolichen Usnea longissima Ach. Plant Biosystems 143: 14-19.
Nascimbene J, Marini L. 2010. Oak forest exploitation and black locust invasion caused severe shifts in epiphytic lichen communities in northern Italy. Science of Total Environment 408: 5506-5512.
Nimis PL. 1993. The lichens of Italy. An annotated catalogue. Torino: Museo Regionale di Scienze Naturali. 897 p.
Nimis PL, Martellos S. 2008. ITALIC — The Information System on Italian Lichens. Version 4.0, University of Trieste, Dept. of Biology, http://dbiodbs.univ.trieste.it

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Authors: S.H.J.J. Louwhoff, P.L. Nimis, P.A. Wolseley & W. Saipunkaew - Images by H. Taylor et al. (species) and A. Moro (characters) –

This is a still provisional guide to parmelioid lichens occurring in northern Thailand, which will be tested in the field during an excursion on the occasion of the 7th Congress of the International Association of Lichenology (IAL7). The species included here are primarily based on specimens seen by the first and last two authors in the herbaria BM, CMU, TNS, and RAMK. This research was undertaken between 1990-2004 by Wolseley, Aguirre-Hudson, and Saipunkaew, and first presented at an IAL meeting in Kunming in 2002. Since that time there have been many changes in Parmeliaceae concepts as well as further research on this group in Thailand. We have also included some foliose 'cetrarioid' species such as Cetreliopsis, Cetrelia, and Nephromopsis (the latter 2 still under study), and some species reported from northern Thailand in the recent literature, which brings the number of infrageneric taxa to 99.
Following testing of the key and discussion at IAL7, we would like to enlarge the key to include further records.
The main aim of this key is to provide simple descriptions of species and key characters to enable identification of this conspicuous group of lichens in SE Asia by both professional and non–professional lichenologists. Chemistry that can be elucidated using spot tests is included in the key. Differences between similar and/or closely related species in the region are mentioned in the text. The key was generated in Italy, at the University of Trieste, using the FRIDA software. It has two query interfaces: 1) an illustrated dichotomous interface, 2) a multi-entry query interface. The dichotomous key is available in different versions for different media: a) internet, b) CD-Rom, c) printable (pdf), d) for mobile devices (PDAs, iPhone, iPad, and iPod touch).

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Authors: S.H.J.J. Louwhoff, P.L. Nimis, P.A. Wolseley & W. Saipunkaew - Images by H. Taylor et al. (species) and A. Moro (characters) – This is a still provisional guide to parmelioid lichens occurring in northern Thailand, which will be tested in the field during an excursion on the occasion of the 7th Congress of the International Association of Lichenology (IAL7). The species included here are primarily based on specimens seen by the first and last two authors in the herbaria BM, CMU, TNS, and RAMK. This research was undertaken between 1990-2004 by Wolseley, Aguirre-Hudson, and Saipunkaew, and first presented at an IAL meeting in Kunming in 2002. Since that time there have been many changes in Parmeliaceae concepts as well as further research on this group in Thailand. We have also included some foliose 'cetrarioid' species such as Cetreliopsis, Cetrelia, and Nephromopsis (the latter 2 still under study), and some species reported from northern Thailand in the recent literature, which brings the number of infrageneric taxa to 99.
Following testing of the key and discussion at IAL7, we would like to enlarge the key to include further records.
The main aim of this key is to provide simple descriptions of species and key characters to enable identification of this conspicuous group of lichens in SE Asia by both professional and non–professional lichenologists. Chemistry that can be elucidated using spot tests is included in the key. Differences between similar and/or closely related species in the region are mentioned in the text. The key was generated in Italy, at the University of Trieste, using the FRIDA software. It has two query interfaces: 1) an illustrated dichotomous interface, 2) a multi-entry query interface. The dichotomous key is available in different versions for different media: a) internet, b) CD-Rom, c) printable (pdf), d) for mobile devices (PDAs, iPhone, iPad, and iPod touch).

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Authors: S.H.J.J. Louwhoff, P.L. Nimis, P.A. Wolseley & W. Saipunkaew - Images by H. Taylor et al. (species) and A. Moro (characters) – This is a still provisional guide to parmelioid lichens occurring in northern Thailand, which will be tested in the field during an excursion on the occasion of the 7th Congress of the International Association of Lichenology (IAL7). The species included here are primarily based on specimens seen by the first and last two authors in the herbaria BM, CMU, TNS, and RAMK. This research was undertaken between 1990-2004 by Wolseley, Aguirre-Hudson, and Saipunkaew, and first presented at an IAL meeting in Kunming in 2002. Since that time there have been many changes in Parmeliaceae concepts as well as further research on this group in Thailand. We have also included some foliose 'cetrarioid' species such as Cetreliopsis, Cetrelia, and Nephromopsis (the latter 2 still under study), and some species reported from northern Thailand in the recent literature, which brings the number of infrageneric taxa to 99.
Following testing of the key and discussion at IAL7, we would like to enlarge the key to include further records.
The main aim of this key is to provide simple descriptions of species and key characters to enable identification of this conspicuous group of lichens in SE Asia by both professional and non–professional lichenologists. Chemistry that can be elucidated using spot tests is included in the key. Differences between similar and/or closely related species in the region are mentioned in the text. The key was generated in Italy, at the University of Trieste, using the FRIDA software. It has two query interfaces: 1) an illustrated dichotomous interface, 2) a multi-entry query interface. The dichotomous key is available in different versions for different media: a) internet, b) CD-Rom, c) printable (pdf), d) for mobile devices (PDAs, iPhone, iPad, and iPod touch).

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Martedì, 21 Febbraio 2012 19:37

Chiave ai licheni del genere Usnea in Europa

Autori: Tiina Randlane, Tiiu Tõrra, Andres Saag, Lauri Saag (Institute of Ecology and Earth Sciences, University of Tartu, Estonia) -  Versione Italiana a cura di Pier Luigi Nimis - Foto di Tiiu Tõrra -

Il genere Usnea è uno dei più difficili, a tal punto che la conoscenza sulla presenza e distribuzione in Italia delle Usnee è ancora incompleta e frammentaria. Uno dei motivi era l’assenza di una moderna revisione del genere in Europa. Anche grazie agli studi precedenti di Philippe Clerc (Ginevra) ed altri autori, i colleghi dell’Università di Tartu (Estonia) hanno preparato una chiave a tutte le specie europee, che permette finalmente di tentare la determinazione delle Usnee presenti in Italia. Questa chiave è l’adattamento in lingua italiana di quella originale di Randlane et al. (2009). La versione stampabile, oltre alla chiave dicotomica annotata, contiene tutti i riferimenti bibliografici, un glossario illustrato, ed una chiave sinottica. Una versione in lingua inglese sta qui: http://www.ut.ee/ial5/k2n/key/usnea_eu/index.html

Randlane T., Tõrra T., Saag A., Saag L. (2009) Key to European Usnea species – Bibliotheca Lichenologica, 100: 419-462.)

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Novità

Partner / Projektni partnerji

Università di Trieste, Dip. di Scienze della Vita (Lead Partner), Prirodoslovni Muzej Slovenije, Ljubljana, Univerza na Primorskem -Università del Litorale  Koper/Capodistria, Università di Padova, Dip. di Biologia, Zavod Republike Slovenije za šolstvo Ljubljana, Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA - FVG), Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (GAL Venezia Orientale - VEGAL), Triglavski Narodni Park, Univerza v Novi Gorici

 

Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SIIT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.



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